Quasi cento milioni investiti tra la scorsa estate e il mese di gennaio, un impegno di spesa che può diventare anche più ampio se dovessero concretizzarsi alcuni riscatti obbligatori. Una potenza di fuoco che i Friedkin hanno immesso sul mercato per soddisfare il più possibile i desiderata di Gian Piero Gasperini. Che ha apprezzato assai lo forzo della presidenza giallorossa, ma sperava in qualcosa di diverso nelle scelte. La Roma finora in questa stagione ha investito 97 milioni, a cui si possono aggiungere i vari diritti di riscatto: Ferguson 38, Venturino 7, Malen 25 e Zaragoza 13 (questi ultimi due che possono diventare obbligo a determinate condizioni) .E poi ci sono i bonus: 5 per Wesley, 2 per El Aynaoui, 3 per Vaz, 1,5 per Ghilardi e Ziolkowski. In totale una possibile spesa di 193 milioni. Che però non sono riusciti a sistemare alcune cose. O se lo hanno fatto, è successo in ritardo. Come nel caso del famoso esterno sinistro, ruolo in cui Gasp cercava una pedina fin da luglio scorso.
Insomma, alcune lungaggini nelle trattative o anche il modo di affrontare le stesse non gli sono piaciute del tutto. Che poi il rapporto con il ds giallorosso Ricky Massara non sia basato su una stima infinita è cosa oramai nota, ma probabilmente Gasp si sarebbe aspettato qualcosa di diverso anche altrove. Quei 22 milioni (più 3 di bonus) investiti ad esempio per un 18enne come Vaz li avrebbero forse impegnati in modo diverso. A soddisfarlo, comunque, è arrivato l’olandese Malen, nello svolgimento della cui trattativa lo stesso allenatore ha avuto un ruolo importante. Tra l’altro, Gasp sperava in un’operatività diversa perché ha (aveva) capito che questo è un campionato strano, particolare, che ti aspetta e ti permette di sperare. Insomma, lottare per un posto nella prossima Champions League non è più un sogno o una piccola grande chimera come poteva invece apparire ad inizio stagione.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











