Le cinque giornate erano quelle di Milano, ma a pensarci su vanno bene pure per Roma. Per la Roma, anzi. E dunque per Gasperini e la società tutta, all’inseguimento di quella qualificazione nChampions che cambierebbe il futuro prossimo della squadra in termini di ambizioni. Se siamo qui a raccontarci che il vantaggio del Milan fino a oggi è stato quello di disputare (Coppa ltalia a parte) solo una gara ogni sette giorni — e lo stesso accadrà al Napoli, ora che è uscito dalla Champions —, non si può non applicare lo stesso ragionamento alla Roma. Cinque partite, allora: Cagliari e Cremonese in casa, Genoa fuori, in mezzo i due scontri diretti con Napoli (al Maradona) e Juventus (all’Olimpico).
«Faremo di tutto per difendere quella posizione (il quarto posto, ndr) e se possibile incrementarla», aveva detto Gasperini prima della gara europea con lo Stoccarda. Ora che la Roma è scesa al quinto posto in classifica, c’è da correre e rincorrere. Oggi peraltro la Roma comunicherà i cambi nella lista Uefa: dentro Malen e Zaragoza per Bailey e Dovbyk, da capire invece se sarà inserito Robinio Vaz. E sì che pure l’Europa è una strada possibile – vincendo il trofeo – per la qualificazione Champions. (…) Conte e Spalletti sono oggi i due rivali più vicini in classifica ed è qui che la Roma deve provare a fare il salto. Provare, certo. Nessun obbligo. Ed è probabile che oggi il concetto sarà chiarito anche in una call con il presidente Dan Friedkin.
FONTE: Il Corriere della Sera











