Niccolò, come amiamo dire da queste parti, è un pischello: viso bambino, sorridente, il classico bravo ragazzo che De Rossi, dopo aver già eletto Bove nel ruolo, avrebbe volentieri fatto sposare alla figlia. Totò invece è il classico scugnizzo, sguardo scaltro, occhi furbi e vivaci. Pisilli vorrebbe fare il giornalista, Vergara si credeva troppo basso per giocare a calcio. Il ragazzo di Casal Palocco ha 21 anni, quello di Frattaminore due in più ma sono loro i volti nuovi di Napoli-Roma. (…)
Poi, all’improvviso, arriva l’occasione, per entrambi. Con 10 partite in un mese, Gasperini – (…) – regala una chance a Niccolò contro lo Stoccarda. L’Under 21 non se lo fa ripetere: segna una doppietta e il tecnico a fine partita lo toglie dal mercato. L’infortunio di Koné (…) fa il resto. L’azzurro vive una parabola simile, anche se più diluita nel tempo: complice la serie record d’infortuni che affligge la squadra di Conte, inizia a trovare spazio da metà gennaio. Ma è in 4 giorni che cambia tutto: gol al Chelsea, ancora gol (e assist) con la Fiorentina. E per non farsi mancare nulla, va in rete anche contro il Como in Coppa Italia non più tardi di tre giorni fa.
(…). C’è poco da fare, Niccolò e Totò sono uno spaccato della nostra società, quella che ama i giovani ma che fatica poi a trovargli spazio. I due, però, sono due teste dure e alla fine, complice un piz-zico di fortuna, se lo sono conquistato da soli. Perché non è lesa maestà affermare che inizialmente sia Gasp che Conte (…), pur apprezzandone le doti tecniche e l’impegno, li vedevano poco. Sempre tanti complimenti ma poi il campo restava un miraggio. (…).
Fatto sta che ora Napoli-Roma ha il loro volto. Quello di due ragazzi riservati, con il romanista che non ama i tatuaggi, utilizza poco e nulla i social e amerebbe proseguire, quando il calcio glielo permetterà, gli studi universitari in Scienze Motorie. Il napoletano non è da meno: amante della propria privacy, si scioglie solo quando parla della nipotina Aurora, la figlia di sua sorella, alla quale (…) ha dedicato un tatuaggio.
Pisilli ha dovuto cambiare un po’ il suo modo di giocare: sembrava la classica mezzala d’inserimento in un centrocampo a tre. Gasp prima lo ha provato alto, poi lo ha abbassato. Niccolò ci ha creduto, si è allenato, ha ascoltato i consigli d’oro dell’allenatore e con il Cagliari è sembrato il prototipo del centrocampista gasperiniano: aggressivo, capace d’inserirsi e «correre per quattro» (cit.).
Vergara nasce invece centrocampista offensivo ma può fare il trequartista, la mezzala o l’esterno nel 4-3-3 Ora domenica si ritrovano uno avversario dell’altro. Perché compagni, pensate un po’, non lo sono stati nemmeno in Under 21. Vergara, infatti è rimasto fermo all’Under 20, ma solo in panchina visto che non è mai sceso in campo. (…).
FONTE: Il Il Messaggero – S. Carina











