La prova del nove. Per sentirsi grandi bastava cambiare punto di riferimento. Bastava un centravanti vero, come il tecnico Gasperini comanda. Bastava Malen. Da quando c’è l’olandese in campo, le big non spaventano più la Roma, che dal prato del Maradona raccoglie un punto – 2-2 contro il Napoli – e qualche rimpianto di troppo.
Non certo per colpa del suo attaccante, uomo copertina della serata. Con la seconda doppietta consecutiva, Donyell si conferma faro di un reparto che non vedeva luce. Un abbaglio, quasi un’oasi nel deserto. Che però non illude, anzi: cinque gol in cinque partite da quando veste giallorosso. Solo Gabriel Omar Batistuta ha fatto meglio in così poco tempo. Numeri da sogno. Quello della Champions League.
Con Malen la storia è cambiata: con il Milan (1-1, lo scorso 25 gennaio) e con il Napoli la Roma ha retto bene, sfiorando il jackpot. Respira un’aria diversa, il gruppo di Gasperini. Merito degli acquisti di gennaio. Di un mercato invernale che mostra i suoi effetti. L’attesa del tecnico giallorosso è stata ricompensata. Non solo dai colpi di Malen. Anche da quelli di Zaragoza, lo spagnolo tutto pepe di proprietà del Bayern Monaco che ha favorito il primo gol dell’olandese, pescandolo bene.
Entrambi sono protagonisti di un attacco che ragiona, inventa, finalizza come l’allenatore pretende. Tra le mani, Gasperini sente di avere finalmente la sua creatura: una macchina da gol. Nuove certezze, quindi. Proprio quando s’incrinano quelle che sembravano inconfutabili: la difesa non tiene più come dovrebbe. Certo, la qualità dell’avversario giustifica il doppio incasso, ma dietro qualcosa non sta funzionando. Tanto che pure il portiere Svilar mostra qualche crepa.
Per sfiorare la perfezione, manca qualche passo. Ma Gasperini, la risposta che voleva, l’ha trovata. «In queste partite bisogna cambiare marcia». La sua Roma l’ha fatto. Perché la prestazione c’è stata.
FONTE: La Repubblica











