Con Paulo Dybala non si sa mai. L’atteggiamento a Trigoria ormai è accettare la fragilità dei muscoli dell’argentino e affidarsi alle sue sensazioni. Nell’ultimo allenamento prima di Napoli–Roma, la Joya ha avvertito nuovamente dolore al ginocchio. Una scelta che ha modificato i piani di Gian Piero Gasperini: niente convocazione. Lunedì l’ennesima risonanza stagionale non ha evidenziato alcun danno. Il ginocchio infortunato tre settimane fa contro il Milan è integro. Eppure il dolore persiste. È una dinamica già vista: Dybala vive sulle sensazioni che gli trasmette il proprio corpo. Se si sente al cento per cento gioca, altrimenti preferisce fermarsi.
Una gestione già sperimentata ai tempi di Mourinho, poi con De Rossi e Ranieri: lavoro personalizzato, minutaggio calibrato, sostituzioni programmate. Con Gasperini l’approccio è diverso. Se lo staff medico dà l’idoneità, lui gioca. Titolare. Quest’anno Paulo ha saltato dieci partite per infortunio. Tra domani e dopodomani potrebbe rientrare in gruppo e, se le sensazioni rimanessero positive, candidarsi per una maglia da titolare contro la Cremonese domenica sera. Magari per un rodaggio in vista dell’appuntamento più importante, quello contro la Juventus tra due settimane.
Un tema che si intreccia inevitabilmente con il contratto in scadenza il prossimo giugno. Dybala percepisce 8,5 milioni netti a stagione. E il dossier rinnovo non è stato ancora aperto. E difficilmente si aprirà da qui a fine stagione. La linea del club, al momento, è orientata a chiudere il rapporto, nonostante dal clan del calciatore continuino ad arrivare segnali: rinnoviamo con lo sconto. In mezzo c’è Gasp che dell’argentino resta innamorato: “Quando sta bene è il titolare della Roma”. Ma quest’anno è capitato solo 14 volte su 34 partite.
FONTE: La Repubblica – M. Juric











