L’ex giallorosso, Tommaso Baldanzi, ha rilasciato un’intervista dove ha parlato del suo ex allenatore e del suo futuro…
Tra le mani c’è lo smart-phone con la cover rosso-blu, l’8 e il nome Baldanzi. Poco più su, sul braccio sinistro, c’è il tatuaggio del cuore, con la scritta You’ll never walk alone, la stessa che spicca nel Ferraris genoano e un disegno. «C’è mio nonno con me da bambino. Era lui che mi portava al parco, quello che in famiglia mi ha spinto verso il calcio. Ma non ha fatto in tempo a veder realizzato il sogno». Tommaso Baldanzi non dimentica il passato. Ma si è calato nel presente chiamato Grifone con la stessa rapidità con cui sguscia in dribbling tra gli avversari. Classe 2003, toscano, anche se dall’accento non si direbbe, (…)
Sensazioni? «Belle, pareva di essere in casa visti i tanti tifosi. Non vedevo l’ora, per me è stato un momento difficile, è stata tosta arrivare in una squadra nuova e non poter giocare. Ho lavorato ogni giorno per rientrare prima possibile».
De Rossi l’ha voluta al Genoa: dice che lei ha il dna giusto per questo club… «Se sono qui il mister ha avuto la sua influenza. Ma nella scelta ha pesato anche l’ambiente Genoa, la tifoseria calda. Sono contento per l’accoglienza, spero di ripagare la fiducia. Non vivo questo trasferimento come un passo indietro. A Roma la concorrenza è più alta, ho fatto tante presenze, magari meno minuti ma in una squadra così forte è normale. Cercavo qualcosa di più stimolante e un minutaggio maggiore. Ma per me conta la squadra: abbiamo un obiettivo importante, vogliamo centrarlo velocemente. Salvarsi non è mai facile ma lo dobbiamo ai nostri tifosi».
Ha trovato lo stesso De Rossi di Roma? «Sì, è la sua bravura. Ha la stessa fame che aveva a Roma, una piazza per lui importantissima. La piazza Genoa gli ha già mostrato tanto e lui ce l’ha a cuore».
ll Genoa a gennaio ha preso due “piccoletti” come lei e Amorim, scelta controcorrente nel calcio moderno. Vi stimola l’idea di dimostrare che l’altezza non conta poi tanto? «Il calcio va verso una maggiore fisicità. Ma fisicità non è solo altezza, si può essere comunque forti fisicamente. Alla fine si gioca con la palla, dobbiamo essere bravi a usare i piedi, a tenerla noi. Non mi dà fastidio sentir parlare di altezza, anzi, per quelli come me è uno stimolo in più vista la direzione presa dal calcio».
Cosa le hanno insegnato Ranieri e Gasperini ? «Ranieri ha tanta esperienza, con lui abbiamo invertito il trend. Con Gasperini sono stato benissimo, lavora a 360°, mi ha dato tanto a livello atletico e tecnico, sono stato felice di aver lavorato con lui, l’ho ringraziato».
FONTE: Il Secolo XIX











