Centottanta giorni. Esattamente metà di una circonferenza, metà di un viaggio, metà di un progetto. Centottanta come i gradi che raccontano la trasformazione della Roma firmata da Gasperini: un lavoro ancora in corso, ma riconoscibile, concreto, ambizioso. Il cerchio non è chiuso, ma la direzione è chiara: Champions League, un’Europa League da vivere fino in fondo e una squadra che, partita dopo partita, e con potenzialmente altre venti gare da giocare, diventa sempre più gasperiniana. Sei mesi di lezioni dall’architetto. (…).
I numeri raccontano meglio di qualsiasi slogan la difficoltà del cammino: 113 partite complessivamente saltate dai suoi giocatori per infortunio tra campionato, Coppa Italia ed Europa League. Una stagione vissuta spesso in emergenza, tra rotazioni forzate e soluzioni precarie, specialmente in un attacco troppo poco prolifico prima dell’arrivo di Malen. Eppure, la Roma è lì. Quarta in classifica, a soli tre punti dal terzo posto, pienamente in corsa per la Champions. Non solo: in Europa i giallorossi hanno centrato la qualificazione diretta agli ottavi di Europa League, evitando i playoff che avevano rallentato il cammino nelle ultime tre stagioni. Un dato che pesa: unica squadra italiana, tra tutte le competizioni UEFA, ad aver raggiunto gli ottavi senza passare dagli spareggi. (…).
Il marchio di fabbrica è già evidente: equilibrio, intensità, organizzazione. La Roma vanta la miglior difesa d’Europa, con appena 16 gol subiti. Una base solida, il primo mattone di ogni squadra che vuole stare in alto. Davanti, dopo mesi di difficoltà realizzative, è arrivata la svolta. Il mercato invernale ha portato Malen e l’impatto è stato immediato: 5 gol in 5 partite. Energia, profondità, cinismo. L’olandese ha dato alla squadra ciò che mancava: concretezza. E ora, con una retroguardia di ferro e un attacco in crescita, (…), la Roma può davvero cambiare passo.
Uno degli aspetti più evidenti del lavoro di Gasp è la valorizzazione del gruppo, tra carezze e arrabbiature. Tra il bastone e la carota. Il valore dei singoli è cresciuto in modo tangibile: Svilar, N’Dicka, Ghilardi, Hermoso, Koné, Wesley, Soulé, Pisilli e lo stesso Malen sono oggi giocatori più completi, più maturi, più centrali nel progetto. Un patrimonio tecnico e anche economico: risorse che garantiscono profondità alla rosa e, se necessario, potenziale liquidità sul mercato estivo. Nel frattempo, la Roma ha anche abbassato l’età media: dopo il mercato invernale è la squadra che ha ringiovanito di più la rosa in Serie A, con 310 giorni in meno rispetto all’inizio della stagione. (…).
Uno dei segnali più importanti non arriva dal campo, ma dall’atmosfera. Attorno alla Roma si respira fiducia. La tifoseria è tornata compatta, vicina alla squadra e all’allenatore dopo le delusioni della scorsa stagione. C’è entusiasmo, c’è partecipazione, c’è la sensazione di un progetto che ha basi solide. E quando l’ambiente spinge, all’Olimpico diventa tutto più facile. Centottanta giorni non bastano per completare un’opera, ma sono sufficienti per capirne il valore. La Roma di Gasperini è a metà del suo percorso: più solida, più giovane, più competitiva. Ora resta l’ultima metà del cerchio. Quella che fa la differenza. Quella che porta ai 360 gradi. (…).
FONTE: Il Corriere dello Sport – J. Aliprandi











