
BASTA IL MINIMO – Il turnover dell’allenatore, senza comunque stravolgere l’assetto, è obbligato e di conseguenza scontato. La Lazio non c’entra: Strootman (squalificato) e De Rossi (infortunato) sono indisponibili. Nel derby, però, dovrebbero partire entrambi dall’inizio. In mezzo al campo si abbassa, dunque, Nainggolan accanto a Paredes. A sinistra, nel 3-4-2-1, c’è Mario Rui al posto di Emerson. L’ex della serata si conferma timido e spaesato, Gli altri sono i titolari. In difesa il trio Manolas, Fazio, spesso in ritardo, e Ruediger. A destra Peres, con Salah e Perotti ad accompagnare Dzeko. Il collaudo per il derby è autentico, il ritmo no. La Roma si risparmia e perde, in alcuni momenti del match, la sua identità. Si allunga e si sbilancia, lasciando subito all’Empoli, presentatosi con il solito 4-3-1-2, un paio di contropiede con Thiam. Il primo è il più pericoloso, anche perché Szczesny atterra in area il centravanti. Massa non concede il rigore solo perché il collaboratore Tasso chiama il fuorigioco che invece non c’è.
DOPPIETTA – Mancano il pressing e il dinamismo, anche se Salah appena può accelera e Nainggolan partecipa a ogni assalto. Dzeko fa centro su corner di Paredes: lo smash di destro, con Barba spettatore, indirizza il match. La Roma, senza sprecare energie, cerca di chiudere la gara già nella prima parte. Skorupski, però, alza sopra la traversa il destro di Paredes da fuori. Szczesny, invece, fa la parata più bella all’alba della ripresa: deviazione in angolo sull’esterno destro al volo di Marilungo. Ma il risultato, dopo meno di un’ora, è già impacchettato, con il 7° ko di fila per l’Empoli. Salah, su pennellata in area di Perotti, appoggia di testa per Dzeko che, concedendo il bis ancora di destro (sesta doppietta in campionato, settima dell’annata), torna in testa alla classifica dei cannonieri: 23 gol. E sono 33 stagionali, record assoluto nella storia del club: superati Volk (1930-31), Manfredini (1960-61) e Totti (2006-07). Martusciello fa entrare Tello per Marilungo, Spalletti replica al collega con Grenier per Perotti.
OVAZIONE PER IL CAPITANO – L’Olimpico chiama Totti e Spalletti sfrutta subito l’assist. Il capitano gioca gli ultimi 20 minuti, fuori Dzeko, e si presenta in campo abbracciando Maccarone che sostituisce El Kaddouri. Salah non si placa, ma non riesce a inquadrare il bersaglio: colpo di testa e traversa. Nella rotazione in corsa, ecco Juan Jesus per Fazio. All’Olimpico il pensiero è già a martedì. In campo come in tribuna.










