
I giallorossi, però, continuano a giocare con una marcia in meno e rischiano in un paio di occasioni. Thiam tiene in apprensione i tre centrali, El Kaddouri fa valere la sua tecnica e Marilungo spreca una buona chance. Di là è Paredes a scaldare i guantoni di Skorupski, mentre Perotti conferma di non essere uno specialista dei colpi di testa sprecando un assist splendido di Salah. Si va all’intervallo con la gara ancora in bilico e Szczesny all’inizio della ripresa deve superarsi per deviare in angolo la girata al volo di Marilungo. Superato un altro pericolo, la squadra di Spalletti chiude la pratica: è ancora Dzeko a timbrare il cartellino su assist di Salah, con il gol che lo rende il marcatore più prolifico della Roma in una singola stagione a quota 33 gol (coppe comprese), con triplo sorpasso a Volk, Totti e Manfredini che si erano fermati a 32. L’argentino detto «Piedone», in realtà, nell’annata 60-61 ne aveva segnati altri due nella finale d’andata della Coppa delle Fiere, che si giocò però a settembre 1961 e quindi quella doppietta va conteggiata nella stagione successiva. Segnato il raddoppio, anche Spalletti inizia a pensare al derby. Primo cambio Grenier al posto di Perotti e il modulo ritorna il 3-4-1-2. A venti minuti dalla fine tocca a Totti che sostituisce Dzeko ed entra in contemporanea con Maccarone, 37 anni (poi dentro anche Juan Jesus per Fazio). Due simboli di longevità. Solo in quel momento l’Olimpico alza un il volume per l’ennesimo tributo al capitano, ma da martedì tornerà a riempirsi la Curva Sud senza barriere (ieri già rimosse in Nord che era chiusa) e lo stadio ritroverà la sua essenza. Nella serata più importante perla Roma e Spalletti.









