C come Champions. Ma pure C come conti. Come cessioni. Come confronto e come centro sportivo, Trigoria, lì dove oggi si incroceranno Claudio (un’altra c) Ranieri e Gian Piero Gasperini, il vertice tanto atteso, sempre che uno dei due litiganti non decida di ignorare l’altro (e sarebbe pure peggio). Sono tanti i motivi che hanno allontanato i protagonisti di Trigoria, compreso il direttore sportivo Ricky Massara, evidentemente più vicino alla posizione di Ranieri: il mercato e gli infortuni su tutti, pure qualche rapporto interno deteriorato. Ma a pensarci bene quel che più interessa, in prospettiva, è la costruzione della Roma che verrà. (…).
E sì, perché si è sempre associato il quarto posto, dunque la qualificazione alla prossima Champions, al mercato. Quello in uscita, s’intende. Non è così. I piani della Roma non cambieranno, in ogni caso. Non possono cambiare, perché gli eventuali introiti legati all’ingresso nella competizione europea più ricca — (…) — incideranno solo sul prossimo bilancio, quello dal primo luglio in poi. E invece le esigenze della società, legate al fair play finanziario, hanno una scadenza precisa e fissata al 30 giugno.
Questo significa che le cessioni saranno necessarie a prescindere dalla posizione finale in classifica, per sistemare i conti. Quante? Dipende dalle offerte che arriveranno, difficilmente meno di due addii saranno possibili. La stima è di un incasso, derivante dalle plusvalenze, non inferiore ai 60 milioni di euro. Con chi arrivare a quella quota? Con i giocatori che sono a bilancio con i numeri più bassi, se non prossimi allo zero. Per intendersi: improbabile con Wesley, molto più facile con Koné, Svilar, Ndicka e lo stesso Pisilli. Ma attenzione anche a Ziolkowski, che ha molti estimatori in Premier.
Certo è che la Champions ambierebbe, questo sì, il mercato in entrata. Ma non il riscatto di Malen, sul quale non c’è discussione: sarà esercitato entro il 30 giugno, però i 25 milioni da versare all’Aston Villa andranno sul prossimo esercizio. Scenari già chiari, allora. E che portano inevitabilmente a un rinnovamento della rosa molto profondo, se proprio non si vogliono usare le parole rifondazione o rivoluzione. Ecco, in una società “normale” questi temi sarebbero già stati affrontati tra l’area tecnica e quella dirigenziale. E invece, fatto salvo qualche accenno qua e là, non si è mai scesi in profondità sul tema futuro. I motivi sono evidenti, il risultato è preoccupante: il rischio di partire in ritardo è quasi una certezza, considerato quanto lavoro ci sarà da fare e un numero di acquisti (…) che anche la prossima estate andrà in doppia cifra.
In questo panorama, quel che va sottolineato è il silenzio dei Friedkin. Silenzio assordante di queste ore, che fa rumore quasi quanto le parole di Ranieri di venerdì. Possibile, ma non sicuro, che Dan e Ryan decidano di rimettere ancora una volta — (…) — tutti i protagonisti seduti intorno a un tavolo. C’è chi li sta aspettando, del resto. Gasperini, che magari vorrebbe capire il senso di quei riferimenti agli altri allenatori contattati prima di lui. Oppure Ranieri, che ha bisogno di sapere «se sarò interpellato» per il futuro oppure no. In una parola: c’è necessità di chiarezza, un’altra C.
FONTE: Il Corriere della Sera – D. Stoppini











