Al termine del match contro il Verona, il difensore della Roma, Gianluca Mancini, ha rilasciato delle dichiarazioni:
DAZN È una grande serata, è un grande risultato. «Sì, siamo in Champions League, il sorriso c’è. Anche per la maglietta “Ad Astra”, almeno lo possiamo mostrare: l’anno prossimo giocheremo con le stelle della Champions League».
Ci racconti un po’ il clima dello spogliatoio? Abbiamo visto anche un Gasperini quasi “nervoso” per l’essere lanciato in aria nel finale, è successo di tutto. «Sicuramente c’è tanta euforia. È una vittoria del gruppo, una vittoria che ci siamo detti dentro di noi anche quando ci davano per spacciati. Nelle ultime partite abbiamo fatto cinque vittorie, il mister ce l’ha detto: nelle ultime cinque partite ha fatto “fare il pilota” e ce l’abbiamo fatta. È stata una partita difficile ma giocata bene, siamo felicissimi».
La Roma ha vissuto momenti difficili quest’anno, ma la squadra è sempre rimasta attaccata al campo e alla prestazione. Per te è stata una grande stagione, anche con il ritorno in Nazionale. Qual è il merito di questo gruppo? «Hai detto benissimo. Abbiamo passato un periodo brutto, ma se guardiamo il campionato tutte le squadre hanno avuto momenti difficili. Noi però siamo rimasti uniti, abbiamo lavorato, ci siamo allenati seguendo il mister e credendo sempre nel nostro percorso. Questo ci ha portato lontano, fino a 73 punti e al terzo posto. Il gruppo è davvero bellissimo. Dopo l’anno scorso siamo rimasti in tanti, sono arrivati ragazzi nuovi forti. Io, Lorenzo, Bryan, Stephan, Paulo, Zeki, quelli che siamo qui da tanto tempo, ne abbiamo sentite tante, ma il nostro amore per questa maglia, per la società e per i tifosi l’abbiamo sempre messo davanti a tutto. Abbiamo giocato anche con dolori e difficoltà pur di non mollare mai. Dopo semifinali e finali di Europa League in cui non eravamo riusciti a raggiungere questo traguardo, quest’anno abbiamo fatto qualcosa di speciale. In pochi ci credevano, noi sì, e adesso possiamo festeggiare e meritarci questa Champions League».
Ciao Gianluca, mi hai anticipato: volevo farti la domanda sul gruppo. Finalmente avete tolto un’etichetta che vi portavate dietro, la “banda del sesto posto”, e avete raggiunto la Champions League. Ti chiedo della tua stagione, delle tue sensazioni: due gol nel derby, una vita in diffida senza prendere un giallo, uno step di crescita ulteriore partendo già da un livello molto alto. Che emozioni stai vivendo in questo momento e cosa hai vissuto in questa stagione e in queste ultime giornate decisive, anche con la firma nel derby? «Sono emozioni bellissime, ho il cuore che va a mille. Mi verrebbe da piangere, ma non lo faccio. Sulla diffida, 11 partite in diffida: ogni gara era importante, bisognava stare attenti e concentrati, sempre sul pezzo. Non che prima non lo fossi, ma quando si alza il ritmo e il livello non potevo, non volevo e non potevo mancare in queste partite”.
SKY Le emozioni… “Si avevo lasciato l’Atalanta al terzo posto e non ci siamo mai risuciti con la Roma. Abbiamo fatto un percorso importante negli anni. L’anno scorso ad un punto, quest’anno facendo 73 punti, ci meritiamo questo traguardo. Sono contento di giocare la Champions per la prima volta a 30 anni”
Come hai ritrovato Gasperini? “Anche nelle sconfitte, ne abbiamo subite molte, però abbiamo vinto tanto e pareggiato poco. Il mister nelle ultime partite arriva bene, la storia lo insegna. Si devono incastrare un po di cose ma vale per tutti. Abbiamo ritrovato giocatori importanti, siamo felici”
Cosa è stato più importante: la difesa, l’arrivo di Malen o cosa? “Non c’è una cosa. Nella prima parte facevamo fatica davanti ma eravamo solidi dietro, nella seconda abbiamo preso più gol ma segnavamo di più. Il mister ci disse che 15 punti nelle ultime 5 sono una marea e tante squadre che lottano potevano perdere ma noi non sbagliamo e ce la facciamo. A Parma è stata una grande svolta, non avevamo mai fatto una rimonta così, è stata la più importante ci ha dato slancio per il derby. Stasera siamo arrivati qui tesi, avevamo una forte responsabilità. Ma ce l’abbiamo fatta”.
CONFERENZA STAMPA La banda del sesto posto diventa terza… “Per voi sembrava difficile ma è giusto così, si guardano solo i risultati ma all’interno di Trigoria il nostro pensiero era molto diverso dal vostro, poi chiaramente dovevamo vincerle tutte alla fine e l’abbiamo fatto, poi qualcuno doveva perdere punti ed è successo. Quell’etichetta del sesto posto l’abbiamo sentita ma non la sentivamo, abbiamo fatto tanti buoni risultati in questi anni la Conference, la finale di Europa League, l’anno scorso un punto dalla Champions. Abbiamo meritato questo risultato”.
Il momento chiave di questa cavalcata? “Per tutta la stagione, quando perdevamo non ci siamo mai arresi. A marzo momento difficile, ma il gruppo, come intensità e come voglia di crederci, ci è sempre stato, non ho mai visto una cosa del genere. Sicuramente la gara di Parma non capita tutte le volte, sul 2-1 del Parma ho pensato che l’avremmo vinta, era toccato a tuti recuperare partite così tranne a noi, doveva accaderci, quindi Parma ci ha dato la spinta anche per il derby”.
A chi la dedichi la tua prima Champions? “A mia moglie e alle mie bambine, mi vedono gioire e soffrire, emozioni, alti e bassi, e poi a mio padre che è in ospedale da una settimana e mezzo, ora sta meglio”.
Gasperini cosa vi ha dato in più? “Lo conosco da tanto, quando sono venuto a Roma ero giovane e l’ho lasciato facendo una finale di Coppa Italia e un terzo posto. Quando è arrivato qua, l’ho visto diverso, più maturo, dal primo giorno ci ha spiegato le sue idee e siamo stati bravi a seguirlo. Bravo a farti credere cose che sembrano impossibili. Ti fa faticare ma poi in campo sta bene, poi è sempre chiaro con tutti, non si nasconde. Vincere due anni e qualificarsi i Champions il primo anno se lo merita tanto”.
A Parma si è vista proprio la Roma, una squadra che non molla mai.. “SI, ma abbiamo preso anche batoste forti come contro la Juve ma anche lì, tra di noi, siamo stati male ma credevamo che giocando così avremmo raggiunto qualcosa. Le ultime partite sono sempre le più importanti, dovevamo fare 15 punti e sapevamo che qualcuno avrebbe lasciato punti”.
FONTE: DAZN











