La stagione 2025/2026 di Mile Svilar è stata quella della definitiva consacrazione. Non più soltanto una sorpresa o un portiere affidabile: il numero 99 giallorosso è diventato uno dei simboli tecnici ed emotivi della AS Roma moderna. In un’annata piena di pressioni, aspettative e momenti delicati, Svilar ha rappresentato la continuità, la sicurezza e spesso anche il motivo principale per cui la Roma è riuscita a restare competitiva fino all’ultima giornata.
Da promessa a leader silenzioso Quando Svilar era arrivato a Roma, molti lo consideravano ancora un talento incompiuto. Il passaggio dal Benfica alla Serie A aveva lasciato più dubbi che certezze, soprattutto dopo alcune esperienze complicate in Portogallo. Ma il lavoro fatto negli ultimi due anni lo ha trasformato radicalmente. Nel 2025/2026 si è visto un portiere completamente diverso:
- più maturo nelle uscite,
- più dominante nell’area,
- molto più sicuro coi piedi,
- soprattutto decisivo nei momenti chiave.
La crescita mentale è stata forse l’aspetto più impressionante. Svilar ha imparato a convivere con la pressione di una piazza esigente come Roma, trasformandola in energia positiva.
I numeri della stagione Le statistiche raccontano solo una parte della sua annata, ma sono comunque impressionanti. Svilar ha chiuso il campionato tra i migliori portieri della Serie A per:
- clean sheet,
- percentuale di parate,
- gol evitati,
- rendimento costante.
Secondo diversi database statistici, ha superato quota 16-17 clean sheet stagionali ed è stato tra i migliori interpreti del ruolo in Italia. Il dato che colpisce di più non è tanto il numero assoluto di parate, quanto la qualità degli interventi. Svilar ha spesso salvato la Roma nei momenti di maggiore difficoltà:
- uno contro uno,
- conclusioni ravvicinate,
- interventi d’istinto,
- letture preventive fuori area.
In molte partite la sensazione era chiara: la Roma poteva permettersi qualche errore difensivo perché dietro aveva un portiere capace di tenere in piedi il risultato.
La parata come manifesto Ogni grande stagione ha un’immagine simbolo. Quella di Svilar è probabilmente la serie di interventi nelle gare decisive della primavera 2026, quando la Roma si è giocata la qualificazione europea. Nella vittoria finale contro il Verona, che ha riportato i giallorossi in Champions League, Svilar è stato ancora decisivo con interventi fondamentali nei primi minuti. È qui che si misura il salto di livello di un portiere: non soltanto nelle partite normali, ma quando il peso psicologico del risultato diventa enorme. Svilar ha mostrato una caratteristica rara: non perdere lucidità nei momenti ad alta tensione.
Il rapporto con la difesa Un altro aspetto centrale della sua stagione è stato il rapporto costruito con il reparto arretrato. La Roma del 2025/2026 non è sempre stata perfetta difensivamente, ma Svilar è riuscito a dare ordine e tranquillità all’intera linea. Ha migliorato:
- la comunicazione,
- la gestione delle palle inattive,
- la guida della difesa alta,
- l’uscita del pallone dal basso.
Nel calcio moderno il portiere non è più soltanto uno che para: è il primo regista. E Svilar ha compiuto un enorme salto proprio nella costruzione dal basso. Molti allenatori cercano portieri spettacolari. La Roma ha trovato qualcosa di ancora più prezioso: un portiere affidabile ogni settimana.
Il rinnovo: una vittoria tecnica e politica L’estate 2025 era stata accompagnata da voci insistenti sul futuro del giocatore. Club di Premier League e top squadre europee avevano mostrato interesse concreto. Per questo il rinnovo fino al 2030 è stato vissuto quasi come un colpo di mercato. La società ha deciso di blindare uno dei suoi uomini chiave con un contratto importante, segnale chiaro della centralità del progetto tecnico attorno a lui. Secondo le ricostruzioni, l’accordo ha portato il suo stipendio attorno ai 4 milioni annui. Quel rinnovo ha avuto anche un significato simbolico: la Roma ha voluto dimostrare di poter trattenere i propri migliori giocatori.
Perché Svilar piace così tanto ai tifosi Il legame con i tifosi romanisti si è consolidato rapidamente. Svilar piace perché unisce caratteristiche che a Roma vengono apprezzate enormemente:
- personalità,
- umiltà,
- spirito di sacrificio,
- attaccamento alla maglia.
Non è un personaggio costruito mediaticamente. Comunica poco, ma trasmette affidabilità. E in una piazza passionale come Roma, questo conta moltissimo. C’è anche un altro dettaglio: Svilar dà sempre la sensazione di “esserci” nei momenti importanti. I tifosi percepiscono quando un portiere può salvarti la stagione.
Il confronto con i grandi portieri della Serie A Nel panorama italiano, Svilar ormai è entrato stabilmente nella fascia altissima dei portieri del campionato. Se un tempo era considerato inferiore a nomi più affermati, oggi il confronto con portieri come:
- Mike Maignan,
- Yann Sommer,
- Michele Di Gregorio
non appare più sbilanciato. Anzi, per continuità di rendimento durante la stagione, molti osservatori lo hanno inserito tra i migliori assoluti del campionato.
Il futuro La sensazione è che la stagione 2025/2026 sia soltanto l’inizio del vero prime di Svilar. Ha ancora margini di crescita:
- nelle uscite alte,
- nella leadership vocale,
- nella gestione delle partite europee più pesanti.
Ma oggi la Roma sa di avere un patrimonio tecnico enorme. In un mercato dove i grandi portieri costano cifre folli, trovare un numero uno di 26 anni già decisivo a questi livelli è un vantaggio gigantesco. Per molti romanisti, Svilar non è più semplicemente il portiere titolare:
è diventato uno dei volti della rinascita della Roma.
FONTE: Redazione Tuttoasroma – Roberto Molinari











