Quando si parla di Bryan Cristante, il dibattito è sempre acceso. Da una parte c’è chi lo considera uno dei simboli della continuità della AS Roma degli ultimi anni; dall’altra chi vede in lui il volto di una squadra che fatica ancora a fare il definitivo salto di qualità. La stagione 2025/2026 non ha fatto eccezione: Cristante è stato ancora una volta uno dei giocatori più utilizzati, più affidabili e allo stesso tempo più discussi dell’organico giallorosso.
Un veterano indispensabile A 31 anni, Cristante è arrivato alla sua ottava stagione nella capitale. In un calcio sempre più orientato verso intensità atletica, verticalità e specializzazione dei ruoli, il centrocampista italiano continua a distinguersi per caratteristiche differenti: lettura tattica, disciplina, disponibilità al sacrificio e adattabilità. I numeri raccontano una stagione da protagonista silenzioso. In Serie A ha collezionato 35 presenze, 37 da titolare in campionato, con oltre 3.103′ minuti giocati, confermandosi tra gli uomini più impiegati della rosa romanista. Ha chiuso con 2 gol e 1 assist, statistiche non eccezionali ma coerenti con il suo ruolo prevalentemente difensivo e di raccordo. In una Roma che ha alternato diversi sistemi di gioco e che ha dovuto affrontare momenti di transizione tattica, la presenza di Cristante è stata una costante.
L’adattamento al calcio di Gasperini Uno dei temi principali dell’anno è stato l’arrivo di Gian Piero Gasperini sulla panchina giallorossa. Il tecnico piemontese ha portato principi molto diversi rispetto ai predecessori: aggressività, pressione alta, marcature individuali e ritmi elevati. Alla vigilia della stagione molti osservatori si chiedevano se Cristante potesse reggere un sistema così intenso. Le perplessità erano legate soprattutto alla sua velocità di esecuzione e alla capacità di coprire grandi porzioni di campo. Alcune analisi pre-campionato evidenziavano infatti come giocatori più dinamici come Manu Koné o Niccolò Pisilli sembrassero più adatti alle nuove richieste tattiche. Eppure Cristante ha trovato spazio praticamente per tutta la stagione. Gasperini ha sfruttato la sua esperienza e la sua conoscenza delle letture difensive, utilizzandolo sia come mediano davanti alla difesa sia in posizioni più avanzate a seconda delle necessità.
Una stagione fatta di equilibrio La Roma 2025/2026 ha vissuto una stagione complessivamente positiva, restando stabilmente nella zona alta della classifica e tornando a competere per le posizioni europee più importanti. In questo contesto Cristante ha rappresentato un elemento di equilibrio. Non è stato il giocatore più creativo della squadra né quello più spettacolare. Tuttavia è stato spesso il punto di collegamento tra difesa e centrocampo, occupandosi delle coperture preventive e dell’organizzazione senza palla. Le statistiche mostrano come abbia mantenuto un volume di impiego elevatissimo, segno della fiducia ricevuta dallo staff tecnico. In una squadra che ha potuto contare sul rendimento di elementi offensivi come Matías Soulé e sulla crescita di giovani centrocampisti, Cristante ha svolto soprattutto il ruolo di stabilizzatore.
La partita simbolo: Roma-Cremonese Se c’è una gara che sintetizza la sua stagione, è probabilmente il 3-0 contro la Cremonese. In quell’occasione Cristante ha celebrato la sua 350ª presenza in carriera con una prestazione da protagonista assoluto: un gol, un assist e una prestazione dominante nel cuore del campo. Il successo consentì alla Roma di salire al terzo posto in classifica, alimentando concretamente le ambizioni Champions dei giallorossi. È stata una delle rare partite in cui il suo contributo è emerso anche dal punto di vista statistico, oltre che tattico.
Le critiche non sono mai sparite Nonostante il rendimento costante, Cristante continua a dividere profondamente la tifoseria romanista. Una parte dei sostenitori sottolinea come la sua presenza rallenti talvolta la manovra e limiti la fluidità offensiva della squadra. Nelle discussioni online sono emerse spesso critiche riguardanti la velocità di gioco, la capacità di associarsi con i compagni e la difficoltà nel garantire qualità nell’ultimo terzo di campo. Al contrario, altri tifosi evidenziano come praticamente ogni allenatore passato da Trigoria negli ultimi anni abbia continuato a schierarlo con regolarità, segno di un valore tattico forse meno evidente agli occhi del pubblico ma molto apprezzato dagli staff tecnici. Questa polarizzazione accompagna Cristante da anni e probabilmente continuerà a farlo anche in futuro.
Leadership e spogliatoio Al di là degli aspetti tecnici, il centrocampista resta uno dei leader dello spogliatoio romanista. La sua disponibilità, la professionalità quotidiana e la capacità di adattarsi a differenti richieste tattiche gli hanno permesso di attraversare numerosi cambi di allenatore senza mai perdere centralità. Anche quando le sue prestazioni sono state giudicate insufficienti, raramente è stato messo in discussione dal punto di vista dell’impegno o dell’affidabilità. In una rosa che sta vivendo un ricambio generazionale, la sua esperienza rappresenta ancora una risorsa importante.
Bilancio finale La stagione 2025/2026 di Bryan Cristante può essere definita come l’ennesima annata di sostanza più che di spettacolo. Non è stato il trascinatore tecnico della Roma, né il volto principale della rinascita giallorossa. Tuttavia ha confermato ciò che rappresenta da anni: un giocatore estremamente affidabile, capace di garantire continuità, equilibrio e presenza costante in campo. Le sue 37 presenze in campionato, il minutaggio elevato e la fiducia ricevuta dallo staff raccontano una realtà precisa: anche in una Roma che punta a modernizzarsi e ad aumentare il proprio livello competitivo, Cristante continua a essere considerato una pedina importante. Forse il giudizio definitivo sulla sua stagione coincide con quello espresso da molti osservatori della Roma: non più un titolare imprescindibile attorno a cui costruire il centrocampo, ma ancora un elemento prezioso da avere in una squadra che vuole competere ad alti livelli.
FONTE: Redazione Tuttoasroma – Roberto Molinari











