Quando la Roma ha iniziato la stagione 2025/2026 sotto la guida di Gian Piero Gasperini, uno dei grandi interrogativi riguardava il centrocampo: chi avrebbe garantito intensità, recuperi e progressione palla al piede in un sistema che richiede corsa continua e aggressività? La risposta è arrivata ancora una volta da Manu Koné. Il francese, arrivato nella capitale l’anno precedente, ha confermato di essere uno dei pilastri della squadra giallorossa. Non è stato il giocatore più appariscente della rosa né quello con i numeri offensivi più impressionanti, ma è stato probabilmente il centrocampista che più di tutti ha dato equilibrio alla Roma durante una stagione conclusa con il ritorno in Champions League e un terzo posto in Serie A.
Il centrocampista totale di Gasperini Koné è ormai un interprete moderno del ruolo. Alto, potente fisicamente e dotato di un’eccellente conduzione del pallone, riesce a svolgere contemporaneamente compiti difensivi e offensivi. Nel sistema di Gasperini il suo compito è stato spesso quello di:
- rompere le linee di pressione avversarie;
- accompagnare le transizioni offensive;
- recuperare palloni nella metà campo rivale;
- dare copertura ai quinti di centrocampo quando salgono;
- garantire intensità nel pressing.
La sua qualità principale rimane la capacità di trasportare il pallone per decine di metri mantenendo il controllo sotto pressione. In una Roma che ha cercato di aumentare il ritmo rispetto alle stagioni precedenti, questa caratteristica è diventata fondamentale.
I numeri della stagione Dal punto di vista statistico, la stagione 2025/2026 non è stata quella dell’esplosione realizzativa, ma ha mostrato una crescita nella partecipazione offensiva. Secondo le principali rilevazioni statistiche, Koné ha chiuso il campionato con circa:
- 2 gol in Serie A;
- 3 assist;
- oltre 37 presenze da titolare (20 in campionato, 7 in Europa League e 1 in Coppa Italia);
- più di 2.758′ minuti giocati (2459′ in campionato, 266′ in Europa League e 33′ in Coppa Italia);
- valutazioni medie superiori al 7 in diverse piattaforme statistiche.
I numeri offensivi restano relativamente contenuti per un centrocampista moderno, ma raccontano solo una parte della sua influenza. Molto del suo lavoro si concentra infatti nelle fasi di recupero, pressione e costruzione. Una crescita nella maturità tattica Se nella stagione precedente Koné era stato spesso descritto come un giocatore ancora “istintivo”, nel 2025/2026 ha mostrato una maggiore comprensione dei tempi di gioco. La sua evoluzione più evidente è stata nella gestione del possesso. Meno conduzioni forzate, più scelte corrette e una migliore lettura degli spazi hanno permesso al francese di diventare un riferimento costante nella manovra romanista. Anche la precisione nei passaggi è rimasta elevata. Nelle competizioni europee ha mantenuto percentuali superiori all’86% di accuratezza, dimostrando affidabilità anche nelle gare più intense.
Le partite simbolo Tra le prestazioni più significative della stagione spicca la vittoria contro il Sassuolo a gennaio, quando Koné trovò anche la via del gol in una gara che rilanciò la corsa della Roma verso le prime posizioni della classifica. In generale, le sue migliori prove sono arrivate contro squadre che cercavano di imporre un pressing aggressivo. In quelle situazioni il francese è diventato spesso l’uomo incaricato di rompere la prima linea avversaria con le sue accelerazioni. Cosa gli manca ancora? Per compiere l’ultimo salto verso l’élite assoluta del calcio europeo, Koné deve migliorare soprattutto in due aspetti:
- Produzione offensiva: aumentare il numero di gol e assist.
- Incisività nell’ultimo terzo di campo: trasformare più spesso le sue progressioni in occasioni concrete.
Anche diversi osservatori vicini all’ambiente romanista hanno sottolineato come il suo contributo nella rifinitura resti l’area di maggiore miglioramento.
Il peso nel progetto Roma Uno degli aspetti che meglio raccontano la crescita di Koné è il mercato. Durante la stagione sono circolate numerose voci sull’interesse di grandi club europei, segnale di quanto il suo valore sia aumentato. La sua quotazione è ormai tra le più alte della rosa giallorossa e rappresenta uno degli asset principali del club. Per la Roma, tuttavia, perdere un giocatore con queste caratteristiche significherebbe rinunciare a uno dei pochi centrocampisti capaci di combinare:
- atletismo;
- aggressività;
- qualità tecnica;
- esperienza internazionale.
- Il giudizio finale
La stagione 2025/2026 di Manu Koné può essere definita come quella della consacrazione Non è stato il miglior marcatore della Roma né il giocatore più celebrato mediaticamente, ma è diventato il cuore pulsante del centrocampo. La squadra di Gasperini ha trovato in lui l’interprete ideale per un calcio basato su intensità e verticalità. Se riuscirà ad aggiungere qualche gol in più e una maggiore continuità nell’ultimo passaggio, Koné ha tutte le qualità per affermarsi non solo come uno dei migliori centrocampisti della Serie A, ma anche come uno dei riferimenti del ruolo a livello europeo nei prossimi anni.
FONTE: Redazione Tuttoasroma – Roberto Molinari











