C’è chi dice no. Anche nei tempi in cui la passione per il calcio diventa materia per commercialisti, persino nei giorni in cui una plusvalenza potrebbe cambiare la vita, l’umore e le prospettive. “No, Mile non lo vendiamo”, si sono sentiti rispondere gli intermediari del Chelsea che nei giorni scorsi hanno bussato alle porte di Trigoria, trovando chiuso. L’assalto a un vero numero uno, il migliore della Serie A, inarrivabile per i suoi colleghi con una percentuale di parate al 77,5%. Gli inglesi avrebbero speso volentieri 50 milioni, la Roma però ha rifiutato questo primo assalto.
Per la Roma si tratta di un sacrificio enorme e non scontato, proprio perché entro il 30 giugno servirebbero tra i 50 e i 60 milioni di plusvalenze per rispettare il settlement agreement dell’Uefa. E l’eventuale cessione di Svilar, arrivato a parametro zero nel 2022, garantirebbe un guadagno totale per le casse, sufficiente a evitare altri sacrifici, vedi N’Dicka, Koné o Soulé. Da quando è andato via Alisson, venduto al Liverpool nel 2018 per la cifra record di 73 milioni, tra i pali giallorossi si sono alternati Olsen, Fuzato, Mirante, Pau Lopez, Boer e Rui Patricio, senza che nessuno abbia toccato i picchi di rendimento del ragazzo di Anversa.
Svilar si è preso il posto da titolare a inizio 2024 e da allora ha collezionato 50 clean sheet in 130 partite, trasformando la difesa della Roma in un baluardo spesso inespugnabile. Solo nell’ultima stagione, ha chiuso la porta agli avversari 18 volte in Serie A e altre 3 in Europa, risultando decisivo nella qualificazione in Champions ben prima del miracolo di Verona, all’ultima giornata, quando il punteggio era sullo 0-0. Alcuni interventi contro Genoa, Inter, Udinese, Bologna, Juventus, Como, Cremonese, Milan e Sassuolo sono diventati virali grazie a un video pubblicato sui social della Lega Serie A, apprezzato da migliaia di utenti, non soltanto romanisti.
Nel corso del campionato ha compiuto 107 parare, una in meno di Maignan (108): Mile e Mike, insieme a Carnesecchi (115), sono gli unici due portieri nelle zone alte di questa speciale graduatoria che hanno concluso la Serie A in zona Europa. Tutti gli altri, evidentemente più sollecitati, hanno navigato nelle acque torbide della parte destra del campionato. Gli xG, la metrica che misura la probabilità che un determinato tiro si trasformi in gol, dicono che la Roma avrebbe dovuto subire 41 reti in 38 partite. E invece il totale si è fermato a 31, dieci in meno.
FONTE: Il Corriere dello Sport











