Il primo assalto è stato respinto, senza tentennamenti e con un messaggio chiaro recapitato agli operatori e intermediari che stanno lavorando all’operazione. Tra Roma e Marsiglia è iniziato un vero e proprio braccio di ferro per Mason Greenwood, una partita di nervi che promette di accompagnare i prossimi lunghi e intensi giorni di mercato e che, inevitabilmente, entrerà nel vivo man mano che si avvicinerà la scadenza del 30 giugno. Il club francese ha infatti fatto sapere di non voler prendere in considerazione la struttura dell’offerta studiata (ma non ufficialmente presentata) dalla Roma. A Trigoria si stava lavorando a una proposta costruita con un prestito oneroso molto importante, intorno ai 5 milioni di euro, accompagnato da un obbligo di riscatto alla prima presenza fissato a 25 milioni, più una serie di bonus garantiti dal valore complessivo di circa 10 milioni. Una formula studiata per distribuire l’investimento e rendere sostenibile un’operazione economicamente molto pesante. La risposta arrivata da Marsiglia, però, è stata fredda. Anzi, gelida. La richiesta è chiara: 55 milioni di euro complessivi, bonus inclusi (50+5).
Una cifra importante che tiene conto anche della particolare struttura dell’operazione, considerando che il 40% dell’incasso dovrà essere riconosciuto al Manchester United. Sullo sfondo c’è infatti anche la clausola rescissoria che scatterà dal mese di luglio e che porterà il valore del cartellino addirittura a 60 milioni di euro. La Roma – che ha già trovato l’accordo con il giocatore sui 4,5 milioni netti a stagione a salire – non ha alcuna intenzione di arrendersi e sta già studiando una nuova formula per avvicinarsi alle richieste del Marsiglia senza arrivare ai famosi 55 milioni, ma probabilmente arrivando a garantirne 45 in più soluzioni. Quindi versando, ad esempio, una ventina di milioni subito e il resto invece nelle prossime due stagioni: il Marsiglia potrebbe comunque mettere tutta la cifra nell’attuale bilancio in crisi. C’è infatti un fattore che a Trigoria osservano con particolare attenzione. Perché se oggi il club francese può permettersi di alzare il muro e fare la voce grossa, tra pochi giorni potrebbe essere costretto a ragionare con maggiore elasticità.
FONTE: Il Corriere dello Sport











