Prima di acquistare, però, la Roma deve assolutamente vendere. E lo farà presumibilmente la prossima settimana. Ed allora a Trigoria dovranno essere bravi a saper valutare tutto, comprese le trappole, fermo restando che ci sono sempre circa 60 milioni di ulteriori ricavi da mettere in cassaforte in dodici giorni. Il sacrificio principale messo in preventivo a Trigoria è sempre quello legato a Matias Soulé, anche se i 40 milioni richiesti dalla Roma sono una cifra alta. Il Borussia Dortmund è sulle sue tracce da tempo, ma i tedeschi – ad esempio – nella loro storia non hanno mai investito quei soldi per un giocatore, arrivando a spendere massimo 35 milioni per Ousmane Dembelé e 31 per Sebastien Haller.
Insomma, sembra difficile che si possano spingere oltre per Soulé ed allora la speranza di Tony D’Amico è che nel frattempo si concretizzi un interesse più reale (e remunerativo) dalle parti della Premier. E, magari, in casa dell’Aston Villa, a cui il giocatore piace da tempo. Premier da cui potrebbero arrivare altri soldi importanti se il Nottingham Forest deciderà davvero di alzare l’offerta per Jan Ziolkowski, passando da 15 a 20 milioni di euro, la soglia stabilita dalla Roma per cedere il difensore centrale polacco. Poi c’è una doppia trattativa con il Betis Siviglia, che riguarda le eventuali cessioni di Angelino e Dovbyk. Sulla fascia sinistra, infatti, il Betis (…) ha chiesto alla Roma il prestito di Angelino, ma il giocatore ha fatto sapere che vuole aspettare prima di decidere il suo futuro.
Angelino vuole infatti iniziare la stagione con la Roma (13 luglio ritiro a Trigoria) per vedere nelle prime due settimane se riuscirà a convincere Gasperini a puntare ancora su di lui. In caso contrario, allora, potrebbe decidere di accettare la corte del Betis. A cui, tra l’altro, piace tanto anche Artem Dovbyk, altro giocatore che D’Amico sta cercando di piazzare altrove. (…) Solo che Dovbyk per la Roma è ancora alto a bilancio (quasi 26 milioni di euro) e il club giallorosso non si può permettere di venderlo a cifre inferiori. Il Betis, invece, 26 milioni oggi non li può investire (su punta a spendere circa 15-16 milioni per la punta) ed allora l’idea che sta maturando è quella di chiedere un prestito con un eventuale obbligo di riscatto a determinate condizioni, il che tra un anno farebbe in caso scendere l’eventuale prezzo di acquisto dell’ucraino.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











