La curiosità è tutta per lui, per il Torito Castro. Alle 15 locali (le 16 in Italia, diretta Dazn) la Roma – sbarcata nel tardo pomeriggio di ieri al centro sportivo di Helton – è subito in campo. E si fa già sul serio: avversario il Cardiff, neo promosso in Championship inglese. Si gioca nello stadio che oltre ad essere la casa dei Bluebirds (alle prese con l’ultima amichevole prima dell’inizio della nuova stagione e quindi inevitabilmente avanti nella preparazione rispetto a Dybala e compagni), ospita ormai abitualmente sia la nazionale gallese di calcio che di rugby. I giallorossi nella loro storia hanno incrociato il Cardiff soltanto una volta, a Roma, allo stadio Flaminio nel 1964: anche in quel caso si trattava di un’amichevole vinta 4-1 con tripletta di De Sisti. Altri tempi, altra Roma. Quella attuale è tutta da scoprire. Un po’ in ritardo sulla tabella di marcia del mercato (all’appello mancano almeno due esterni offensivi e altrettanti a metà campo, al netto dell’eventuale cessione di Koné) ma con le idee chiare su come rinforzare la rosa.
Inevitabilmente oggi gli occhi saranno puntati su Castro. C’è però voglia di capire come ha intenzione di utilizzarlo Gasperini, se come semplice vice-Malen o in coppia con l’olandese. Probabile che oggi i due possano giocare un tempo a testa ma è inevitabile che vederli insieme, magari con Dybala in versione trequartista, intriga e non poco, soprattutto quando si andranno ad incontrare squadre che difendono con la linea a quattro. Ma nella sua storia, il tecnico ha già dimostrato che davanti non si preclude nulla. In nerazzurro non poche volte ha schierato Muriel accanto a Zapata con Gomez trequartista, Petagna con Gomez davanti a Kurtic, ancora Gomez ispiratore di Zapata e Ilicic. Ad oggi il reparto offensivo risulta ancora da completare. E non solo perché i ruoli coperti sono soltanto quelli del centravanti ma è inevitabile che la situazione di Soulé vada monitorata. Matias, senza girarci troppo intorno, è sul mercato. Questo non vuol dire che qualora dovesse restare non rientrerebbe nel progetto tecnico di Gasperini. Che però, e anche questo è un po’ il segreto di Pulcinella, vorrebbe nel ruolo un calciatore diverso, più incline a puntare la porta e saltare l’uomo rispetto all’argentino (Endrick).
FONTE: Il Messaggero











