Un pomeriggio da archiviare in fretta. La Roma è caduta malamente al Cardiff City Stadium e ha incassato un pesante 4-1 dal club gallese neopromosso in Championship, confermando le difficoltà già emerse sei giorni prima nel 3-3 contro il Cannes. Il risultato conta fino a un certo punto, perché agosto è ancora lontano dal giudicare, ma il modo in cui è maturato racconta di una squadra ancora incompleta, fuori condizione e con diversi difetti da correggere. Tre gol subiti già nel primo tempo, quattro complessivi, una difesa costantemente in affanno, un centrocampo arrangiato e incapace di reggere ritmo e intensità, un attacco quasi mai realmente pericoloso.
È una Roma con diverse attenuanti. La condizione atletica è ancora lontana dall’essere ottimale, le assenze pesano e l’organico è incompleto. La squadra, sotto lo sguardo del nuovo Ceo John Galantic, ha corso molto meno del Cardiff, è sembrata lenta nelle gambe, poco aggressiva, poco brillante e quasi mai lucida negli ultimi metri. Emblematico il dato del primo tiro nello specchio, arrivato soltanto al 35′ con il rigore fallito da Dybala quando il punteggio era già sul 2-0. Il Cardiff, invece, ha interpretato la partita come da tradizione gallese: intensità, duelli fisici, pressione continua e grande determinazione davanti al proprio pubblico. Una squadra già avanti nella preparazione, pronta a debuttare tra una settimana in Coppa di Lega contro lo Swindon Town, (…).
Perché i quattro gol sono stati figli soprattutto degli errori giallorossi. Si parte dalla confusionaria respinta di Rensch sul ginocchio di Ashford dopo appena tre minuti. Poi è arrivato il pasticcio Wesley–Svilar, con il pallone rinviato e carambolato su Salech prima di finire in rete. Ashford ha trovato anche la doppietta, completamente dimenticato nell’area romanista su calcio piazzato, mentre il poker di Tanner è nato ancora da una lettura difensiva sbagliata di Rensch. Il nervosismo, inevitabilmente, è salito con il passare dei minuti. Dopo il gol del definitivo 4-1 è andata in scena anche una discussione tra Cristante e Soulé: il capitano ha invitato il compagno argentino a non protestare con l’arbitro, spiegandogli che sarebbe stato lui a gestire la situazione, (…).
Al netto del valore inferiore dell’avversaria, Gasp era senza diverse pedine, soprattutto a centrocampo, con El Aynaoui e Pisilli rimasti in tribuna e Koné ancora in vacanza. Più lo sfortunato Bah che dopo mezz’ora ha lasciato il campo portato via in barella per un primo responso che recita trauma distorsivo al ginocchio destro e che potrebbe trasformarsi in una nuova rottura del crociato dopo quella del 2024. Mancavano anche alternative sulla trequarti e sulle corsie: di fatto, in panchina le uniche opzioni della prima squadra erano Ghilardi, Ziolkowski, Malen e Vaz. Tra le poche note meno negative Dybala e Soulé, autori di alcune buone giocate oltre al gol di Paulo e all’assist di Matias. Difficile la gara di Castro, titolare al debutto: poco supportato, troppo girato spalle alla porta, e con poche occasioni di incidere. Il messaggio che arriva da Cardiff è forte e chiaro: (…).
FONTE: Il Corriere dello Sport – J. Aliprandi











