Una macchina sull’altra. In doppia e tripla fila non solo a bordo strada ma anche sopra i marciapiedi. Dagli spartitraffico del Flaminio fino alle aiuole che circondano l’Acqua acetosa e oltre. Le moto sono incastrate dove capita in un tetris urbano che attanaglia Villaggio Olimpico, Corso Francia, Tor di Quinto e Fleming. Ogni centimetro è occupato. Così come gli spazi a ridosso del cantiere della metro C, a pochi passi dallo Stadio, trasformati in parcheggi più d’assalto che di fortuna. Ma a peggiorare la situazione ci pensano i nuovi divieti che avvolgono il quadrante che si dirama tra viale della XVII Olimpiade e l’Auditorium dove la prima giornata di campionato si è trasformata in una lunga caccia al posto auto.
Da un lato la sosta creativa dei tifosi giallorossi, ma dall’altro ci sono coloro che vivono in zona e che da ora in avanti prima di spostarsi dovranno fare i conti con le strisce blu riservate agli steward e agli operatori dell’Olimpico. Nel delirio c’è chi ha appena fatto in tempo a rientrare dalle ferie per spostare la macchina ed evitare la multa con tanto di rimozione forzata, perché parcheggiata vicino casa proprio lì dove da pochi giorni è scattato il divieto di sosta.
Un incubo che durerà per tutto il campionato «se non si mettono in atto delle valide alternative», dice Francesco De Salazar, consigliere di opposizione del Il municipio. «Non è una buona idea riservare la nostra zona ai tifosi e agli operatori dello stadio». Problemi a cui però, spiega Luca Onori consigliere di maggioranza, si sta cercando un rimedio: «La questura è disposta a collaborare fin da subito per trovare una solu-zione».
Ma per i residenti Emilia La Nave e Marco De Vitis: «quello che è accaduto al Villaggio Olimpico è solo la conferma di ciò che noi e parte del comitato Rigenerazione Flaminio chiediamo da tanto: istituire un tavolo permanente di discussione con il prefetto e tutte le autorità coinvolte per definire insieme un piano di mobilità e di sicurezza che salvaguardi il quartiere, nel rispetto dei suoi abitanti. Sollecitiamo il Comune affinché valuti iniziative stabili, come ad esempio la creazione di una Ztl, che possa tutelare la vivibilità del quartiere».
FONTE: La Repubblica











