C’è chi un calciatore lo vede dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia e altri che lo riconoscono invece dalle cose semplici e non solo dal rientro sul destro e il tiro diretto all’incrocio che De Gea ha deviato in angolo. Mora, De Gregori permettendo, appartiene alla seconda categoria. PerchĂ© nella notte di Malen e Dybala, al genietto di Oporto è bastato poco per far capire di non essere uno qualsiasi. Mora è giĂ stato ribattezzato mister 52 milioni anche se ad oggi ne è costati soltanto 25. Le aspettative sul suo conto sono enormi. E non potrebbe essere altrimenti se ti presenti con un biglietto da visita che vuole, nonostante la giovane etĂ e l’ultimo anno passato a giocare mezzala, essere il primo per passaggi chiave (2.7 per 90 minuti), quello con piĂą dribbling riusciti e il quarto per tiri tentati in un campionato, la Liga portoghese, che non sarĂ la Premier ma che a livello di qualitĂ ha poco da invidiare anche alla serie A.
Don Rodrigo studia. Roma, la Roma, i compagni, l’allenatore. Che ha voluto dargli subito fiducia: «I calciatori vanno visti subito» ha confidato Gasp domenica al suo staff per spiegare la scelta di schierarlo dal 1′. Così complice anche l’assetto tattito tattico che vuole i giallorossi giocare con il trequartista dietro le due punte quando si affrontano squadre che difendono con la linea a 4, è partito titolare. Nel suo ruolo, in quello dove Mora è chiamato a fare la differenza.
Largo a sinistra, Mora fa quello per il quale è stato preso: creare la superioritĂ numerica. Lo fa con una semplicitĂ tale che ricorda quello che i Chicago Bulls della fine anni 80′ chiamavano il “clear out”. Ossia, squadra da un lato per lasciare spazio a Jordan sull’altro, evitando così raddoppi immediati. Ora, con le debite proporzioni, Gasp deve studiare qualcosa di simile. PerchĂ© Mora ha una velocitĂ di esecuzione sul primo passo nel dribbling che nel nostro campionato può fare la differenza. E paradossalmente può riuscirci partendo piĂą con i piedi sulla linea laterale che in mezzo al traffico, dove per il poco che si è visto appare ancora bearsi della sua facilitĂ di tocco.
FONTE: Il MessaggeroÂ











