
Non è un caso che il primo gol sia arrivato su calcio d’angolo, dove il Bologna non aveva uomini sufficienti per contrastare i tanti saltatori della Roma. Parabola di El Shaarawy, «spizzata» di De Rossi, tocco involontario ma decisivo di Manolas e tiro a botta sicura di Fazio. Prima della fine del primo tempo una bella azione in velocità tra Strootman, Dzeko e Salah — più una dormita di Masina, altro giovane che sta segnando il passo — ha portato al 2-0 (11° gol in campionato dell’egiziano) e alla chiusura del match. Il 3-0 è stato segnato da Dzeko, a porta vuota, su assist di Perotti. Nell’ottica della strategia della tensione (Spalletti: «I miei giocatori hanno bisogno di essere stimolati, ogni tanto la tensione si abbassa»), il centravanti bosniaco è stato comunque strigliato dal suo allenatore: «Deve lavorare di più per la squadra». Dzeko ha segnato 24 gol, ma i numeri sono sempre a due facce. E anche i 71 punti in 31 giornate sono moltissimi ma bisognerà vedere se serviranno a vincere qualcosa o a fare solo una buona stagione. L’impressione, comunque, è che adesso Spalletti sia meno manicheo nelle sue dichiarazioni e che, forse, anche un secondo posto a pochi punti dalla Juve potrebbe convincerlo a restare. Ma in tribuna ieri c’era Mancini. Quanto al Bologna, è già salvo perché la media retrocessione sarà la più bassa di sempre. Ma il pubblico del Dall’Ara merita di più.










