Magari avrà storto la bocca per il mancato arrivo dell’attaccante che tanto desiderava. Anzi, senza il magari, l’avrà storta sicuramente. Ma intanto ieri Gian Piero Gasperini la sua vittoria personale l’ha comunque portata a casa. Se infatti Manu Koné è rimasto a Roma e non è andato al Chelsea è soprattutto merito suo, che ieri mattina ha fatto capire molto eloquentemente (…) che non avrebbe gradito in alcun modo una cessione del centrocampista francese a poche ore dalla fine del mercato. Già, perché i primi contatti di lunedì sono poi andati avanti anche ieri mattina, soprattutto tra le due proprietà dei club, quella della Roma e quella del Chelsea.
Con gli inglesi che per portare a Londra il centrocampista francese erano pronti ad offrire alla Roma 52 milioni di sterline (…) più il prestito di Jamie Gittens, uno dei trequartisti che la Roma ha puntato in questo ultimo rondò di mercato. Un’operazione che alla Roma avrebbe permesso di piazzare una ricca plusvalenza di circa 50 milioni di euro (Koné oggi è a bilancio per poco più di 10 milioni) e al Chelsea di sostituire al meglio Enzo Fernandez, venduto al Manchester City per 145 milioni. In più Gasp avrebbe avuto il trequartista che desiderava.
Quest’ultimo aspetto, però, non ha permesso al tecnico giallorosso di mettere da parte l’inquietudine per una cessione del tutto inattesa. Almeno in questo modo e con questi tempi. Perché che poi Koné (…) fosse un giocatore a rischio per esigenze di bilancio lo si sapeva da mesi. Ma un conto è cederlo a luglio o a inizio agosto e un conto è farlo all’ultimo giorno di mercato. E questo Gasperini lo ha fatto notare a dirigenza e proprietà. Esattamente come gli ha fatto notare che andare a cambiare qualcosa ora in un motore che funziona alla perfezione sarebbe stato molto pericoloso.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











