La cosa più incredibile di tutte è che, nel pieno della trattativa Leweling, mentre gli agenti del tedesco rallentavano rimangiandosi la parola data, è spuntata pure la concorrenza dell’Everton. È tutto vero, non è un refuso: l’Everton di proprietà dei Friedkin. La grande beffa in un mercato in cui la Roma s’è vista chiudere molte porte in faccia. Una serie di no, vuoi perché i giocatori hanno scelto di andare altrove, vuoi per i paletti finanziari. Il risultato è che per la seconda stagione di fila Gian Piero Gasperini non avrà l’esternomancinodipiededestro, tutto attaccato, ormai è una filastrocca. Era il primo vero ruolo che andava rinforzato tra i titolari che sono arrivati terzi a maggio. Non è un giudizio, infatti da li la Roma ha cominciato il mercato, inseguendo Greenwood prima e Summerville poi. Niente.
In mezzo «abbiamo trattato 30 giocatori», per dirla alla Gasperini. Tra cui Nusa, con cui c’era un accordo per un ingaggio da 3,2 milioni. Persino Leao è stata un’idea, la prima telefonata che il ds D’Amico ha fatto appena entrato a Trigoria, capendo però subito che i costi sarebbero stati impossibili da sostenere. E poi Gittens. E poi Fofana, prima «chiuso» e poi sparito dai radar perché non troppo gradito a Gasperini. E poi gli ultimi due, Luiz Henrique, salvo scoprire che gli affari con la Russia di questi tempi non possono essere rapidi. E infine Leweling: un aereo a Stoccarda era pronto ieri pomeriggio per portarlo a Trigoria, aereo mai decollato. Risultato: la Roma oggi ha 20 giocatori di movimento in rosa, compreso Lulli che, parola di Gasp, «non va caricato di responsabilità notevoli». Di fatto, due in meno rispetto a quelli che avrebbe voluto l’allenatore. E sì che la Roma bene ha lavorato sul resto, abbassando la distanza tra titolari e (…) seconde linee. È stato ridotto il monte ingaggi, ma è troppo semplicistico prendersela con la società: è stato un mercato da poco meno di 100 milioni, riscatti esclusi. E non è stato ceduto nessuno: così doveva essere, nei programmi iniziali, pure se qualcuno fa finta di non saperlo. Ma insomma: è mancato il piatto principale.
FONTE: Il Corriere della Sera











