Dodici volti nuovi e (…) una speranza fatta in casa. Nella grande infornata estiva del Torino che ha ingaggiato più di una squadra per accelerare il processo di rinnovamento disegnato dal direttore sportivo Gianluca Petrachi e affidato al rookie Ignazio Abate, c’è anche spazio per la tradizione che si rinnova. È l’altro segno del cambiamento che si vuole imprimere ma non è un’operazione nostalgia, anzi proiettata nel futuro di un club che ha bisogno anche dei suoi giovani per rimarcare un’identità che vuole ricostruire il prima possibile. Ha il volto del classe 2007 Alessio Cacciamani, sogna di rifare il percorso di Alessandro Buongiorno.
Paolo Vanoli l’ha fatto esordire quando ancora era minorenne, adesso un altro allenatore abituato a lavorare con i giovanissimi e che ha già avuto la scorsa stagione può dargli l’input decisivo per lo scatto più importante. Da promessa a realtà il passo è lungo e pieno di difficoltà, ma proprio Abate è stato decisivo perché il ragazzo tornasse al Toro e anche perché non lo lasciasse subito. «Cacciamani non si tocca»: il coro dei tifosi, che in estate hanno “avvisato” il club, era anche il desiderio del nuovo tecnico, l’artefice della crescita e della trasformazione di un giocatore che da ala d’attacco è stato reimpostato esterno a tutta fascia. L’ha fatto a Castellammare e lo sta facendo anche adesso. Un profilo ancora in gran parte da scoprire sulla cui esplosione era pronta a scommettere anche la Roma, in estate la tentazione più grande. Lo voleva un grande esperto di talenti come Gian Piero Gasperini, ma il Torino ha costruito un muro alto almeno 20 milioni: i giallorossi sono arrivati a 15 dimostrandosi una tentazione fino all’ultima ora del mercato. E la Roma capolista è il prossimo avversario dei granata, l’ occasione per Cacciamani di farsi notare ancora dopo un inizio di stagione sempre in campo: titolare nelle prime tre giornate di campionato e nelle due prove di Coppa Italia. Ogni volta, con un pezzetto in più di conoscenze, sue ma anche di una piazza che si è innamorata di lui quasi al buio, ma che adesso comincia ad apprezzare le qualità.
FONTE: La Stampa











