Per uno che da ragazzino organizzò una festa di compleanno e rischiò di restare da solo – abitava infatti in una zona rurale di Breezand tra le fattorie del nord dell’Olanda dove i compagni arrivarono con un paio d’ore di ritardo e il GPS in tilt – deve fare un certo effetto ritrovarsi una partita sì e l’altra pure con dieci compagni di squadra che lo rincorrono per congratularsi dopo un gol. Già perché Bobby Malen sa fare “solo” questo. Prendere e tirare. O ricevere, accelerare con il primo passo immarcabile per chiunque e concludere. E spesso segnare.
Ma non (solo) oggi a 27 anni suonati. Ha iniziato da piccolo, da quando con sua nonna Marian giocava in salotto a «ferma e tira». E con nonno Joop, invece, si esercitava sulle rovesciate mettendone a rischio la schiena. Non c’è calciatore in serie A più Dottor Jekyll e Mister Hyde di Malen. In campo è una furia incontenibile, semplicemente inarrestabile. Fuori un ragazzo timido, pacato, molto simpatico ma che fatica – probabilmente anche per motivi legati alla lingua – a lasciarsi andare.
Malen è l’uomo dei sogni. Si divide lo scettro con Dybala, come Pruzzo lo faceva con Falcao e Conti, e Totti con Batistuta. Il braccio e la mente, la coppia perfetta. Paulo inventa e Bobby segna. E quanto segna. Nel 2026 è il centravanti che nei campionati europei ha fatto più gol. Addirittura 20, uno in più di Kane che milita però in un torneo, la Bundesliga, dove il Bayern rifila 4-5 gola chiunque (addirittura 7 all’Union Berlino nell’ultimo turno). L’olandese segna ogni 58 minuti (1) giocati con una media di tiri in porta che tocca quota due.
Tradotto: un gol ogni due conclusioni nello specchio. È primo nella classifica cannonieri e per Gasp «può insidiare il record dei 36 gol di Higuain» (e Immobile, ndc). All’inizio si diceva che segnasse perché ancora gli dovevano prendere le misure. Ora, sono passate 23 parti e e continua a divertirsi come e quando vuole. Quello che sorprende è la velocità di esecuzione. Alla fine il movimento, bene o male, è sempre quello: con il primo tocco si crea lo spazio.
Con il secondo si prepara al tiro e con il terzo conclude. Un-due-tre e anziché stella, gol. La bravura di Gasperini è stata quella di individuarlo, di capire che se avvicinato alla porta, anziché giocare sull’ala come accadeva nell’Aston Villa, poteva diventare letale. Galeotta fu l’amichevole estiva di un anno fa. Bobby, subentrando dalla panchina, fa il diavolo a quattro e segna (strano, ve-ro?) bucando centralmente la difesa giallorossa la rete del 4-0. È un innamoramento a prima vista che trova il suo coronamento qualche mese dopo. Oggi Malen è il centravanti della Boma.
FONTE: Il Messaggero











