Si corre poco e male. È un ritornello che ascoltiamo da qualche anno e al quale normalmente si dà poco peso soprattutto quando ci confiniamo nel nostro orticello pallonaro. Poi, però, basta confrontarsi a livello europeo e anche con la Nazionale (ma non solo) si paga dazio. La fisicità (o se preferite l’atletismo) dei nostri avversari supera spesso e volentieri quella azzurra. L’altra sera vedere all’Olimpico De Bruyne resistere per 20 metri a Tonali e poi arrivare al tiro con l’azzurro scivolato a terra, ha fatto impressione.
Per il pioniere dei preparatori sportivi tutto dipende dall’intensità che i nostri eroi mettono in allenamento che va a braccetto con la qualità degli interpreti. Non siamo più infatti ai tempi del grande Milan quando l’intuizione di Sacchi di far muovere tutti e dieci i calciatori oltre al portiere, anziché chi aveva la palla e i due compagni più vicini, ha rivoluzionato questo sport. Oggi lo fanno tutti, la differenza è il come. Secondo uno studio del sito Sofascore, in Serie A solo 6 squadre su 20 superano in media la soglia dei 100 km percorsi a partita. Poi ci sono picchi come quello della Lazio di Gattuso contro il Milan e l’Udinese ma sono delle eccezioni.
E in tal senso il paragone con gli altri tornei europei è avvilente: in Premier League sono 20 su 20, in Francia 18 su 18, in Bundesliga 16 su 18 (89%) e nella Liga 15 su 20 (75%). Dati, quelli del portale di scommesse e statistiche, che in parte cozzano con alcuni della Lega di Serie A ma che permettono comunque di aprire un dibattito. Perché poi al di là dei numeri, ci sono i nostri occhi per vedere e analizzare. E guardare una partita in Premier League o in Bundesliga è spesso diverso rispetto a quando ci mettiamo seduti sul divano per assistere ad una del nostro campionato.
Il nuovo corso arbitrale del designatore Orsato sta aiutando a giocare di più. I dati sono eloquenti: il tempo effettivo medio rasenta l’ora di gioco (59’ e 31’’), 5 minuti e mezzo in più rispetto all’ultimo biennio; la media falli è calata (da 26,63 a 22,60). Calano anche le ammonizioni, con una media di 3,03 a partita contro le 3,53 dello scorso anno e le oltre 4 dei due campionati precedenti. Pari discorso per le espulsioni, passate dalle 6 delle stagioni 2023/2024 e 2024/2025, alle 5 della 2025/2026 e alle 2 attuali. Meno interruzioni e più spettacolo, questo è il nobile intento. Ora però vanno alzati i ritmi. E se possibile, la qualità degli interpreti.
FONTE: Leggo – F. Balzani











