La Roma può guardare oltre l’Olimpico: il progetto dello stadio a Pietralata ha superato lo snodo decisivo. La Conferenza dei servizi decisoria, riunita ieri al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha approvato il progetto di fattibilità del nuovo stadio. Il commissario Massimo Sessa ha firmato l’autorizzazione unica, efficace dopo la controfirma del sindaco Roberto Gualtieri, subcommissario. Per i tifosi romanisti la nuova casa si avvicina; per il club comincia la prova del progetto esecutivo e dei cantieri. Il sì non apre ancora il cantiere. Il Comune avvierà la manifestazione d’interesse per la concessione dell’area. Alla gara potranno partecipare anche altri operatori; se non risulterà aggiudicataria, la Roma potrà esercitare il diritto di prelazione assumendo le condizioni dell’offerta migliore.
Nel frattempo il club può lavorare al progetto esecutivo, traducendo in disegni e dettagli le prescrizioni della Conferenza. Seguiranno le procedure per le opere pubbliche e le urbanizzazioni, comprese le sistemazioni dell’area e i collegamenti. L’avvio dei lavori dipenderà dalla conclusione di questi passaggi. «Ci sono tutte le condizioni per posare la prima pietra a marzo 2027», dice Gualtieri. La nota del Campidoglio indica la primavera del 2027: marzo resta un obiettivo. Il traguardo prudenziale è il 2031, prima di Euro 2032; il sindaco, stimando due anni e mezzo di lavori, si spinge tre: «Lo stadio potrebbe essere pronto a fine 2029».
Il progetto diffuso da Roma Capitale prevede 60.605 posti e una Curva Sud da 23 mila, tra le più grandi d’Europa. Sarà il cuore del tifo giallorosso. L’investimento annunciato dalla Roma è di 1.047,79 milioni di euro, 696,37 dei quali per lo stadio; il resto copre urbanizzazioni e costi di costruzione. Sono previsti anche un museo di 1.600 metri quadrati, uno store di 1.800, spazi commerciali e 21 mila metri quadrati destinati a ospitalità e congressi. Sulla facciata sud comparirà la scritta «Roma 1927», su quella nord lo stemma del club. Fuori dai tornelli si gioca l’altra metà del progetto.
Su 27 ettari, 11,6 sono destinati a verde pubblico e 3,5 a piazze e percorsi pedonali. I due parchi previsti, quello dello stadio e quello centrale, dovranno appartenere al quartiere anche nei giorni senza partita. Il Parco Centrale, esteso per 6,9 ettari, avrà aree per sport, gioco e sosta. Il piano comprende tre velostazioni, 3.582 posti bici e passerelle ciclopedonali verso la stazione Tiburtina. Sono previsti parcheggi nell’area e posti di scambio lungo la metro B e la ferrovia FL2.
Per Pietralata la prova decisiva sarà questa: far convivere l’afflusso di oltre 60 mila persone con la vita quotidiana di chi ci abita. «Uno stadio che sarà aperto e vivo 365 giorni all’anno», aveva detto Sessa prima della seduta. Il Municipio IV promette di seguire i prossimi passaggi, tenendo al centro l’interesse pubblico e le esigenze dei residenti. Parchi e collegamenti dovranno superare la prova dei fatti. Resta Euro 2032, una vetrina possibile ma non ancora assegnata.
«Tra tre giorni presenteremo la lista definitiva degli stadi per Euro 2032 all’Uefa», annuncia il ministro dello Sport Andrea Abodi. La scelta delle città ospitanti toccherà poi all’organismo europeo: il sì di ieri non dà a Roma una partita del torneo. Sessa ha chiesto al Comune garanzie per completare l’impianto entro gli Europei anche se Pietralata non venisse selezionata. Il sogno inseguito dai tempi di Dino Viola ha incassato il sì decisivo per una casa. Ora deve prendere forma davanti ai tifosi e a chi vive a Pietralata.
FONTE: Tuttosport – S. Gentili











