Il presidente abituato a predicare la virtù del silenzio, promuovendo la riservatezza come segno distintivo, inizia a gonfiare il petto quando ascolta la parola Roma. Ieri gliel’hanno scandita nitidamente e con tono compiaciuto gli uomini in smoking e le donne in tailleur che lo hanno avvicinato al Bella Center di Copenaghen, (…). «Tra lo stadio e il primo posto, è davvero un grande momento per noi», ha detto Dan Friedkin ai colleghi. Dopotutto, circola un pensiero diffuso alle più alte sfere dirigenziali: se davvero Dybala e compagni hanno dimostrato di tenere testa all’Inter campione, il sogno scudetto non dev’essere così impossibile da inseguire. «Presidente, vuoi vincere tu quest’anno?», (…), mentre lanciava uno sguardo guascone a Beppe Marotta. Al-Khelaifi, il nuovo conquistatore del calcio continentale, capace di riportare nell’associazione gli ex ribelli di Real e Barça, gli ha dato un appuntamento: «Ci vediamo in Champions, Dan». Il suo Psg bi-campione d’Europa sfiderà i giallorossi al Parco dei Principi il 25 novembre.
Il tycoon è spuntato nella sala congressi intorno alle ore 9, in completo e cravatta blu. Aveva le cuffie nelle orecchie e inviava messaggi vocali, mentre osservava guardingo volti noti e meno noti, ricercando quelli amici. Dariusz Mioduski, il proprietario del Legia Varsavia, la squadra in cui giocava Ziolkowski, è stato il primo a venirgli incontro per abbracciarlo. Il dirigente polacco ha dedicato i primi pensieri al momento magico vissuto dalla squadra di Gasperini, poi con Friedkin ha discusso del rapporto conflittuale tra l’Uefa e la Fifa. Dan sembra piuttosto allineato a Ceferin sull’azione di contrasto al potere incontrastato di Infantino. Pochi secondi dopo la coppia è stata raggiunta da Martina Pavlová dello Sparta Praga. Tutti e tre fanno parte del comitato esecutivo dell’unica associazione nella quale Dan si riconosce.
Anche un anno fa, con i giallorossi sempre primi in classifica, mister Toyota partecipò all’evento EFC, che si svolgeva proprio a Roma. In quella circostanza applaudì il lavoro di Gasperini, ma fu la sua ultima tappa in città. Da quel momento le deleghe al figlio Ryan si sono moltiplicate. Con la presenza del nuovo ad Galantic, tra l’altro, la famiglia può permettersi il lusso di mollare un poco la presa sulle questioni di ordinaria amministrazione. Il caso Ranieri della passata stagione e i dissapori tra il tecnico e il ds Massara hanno tenuto i Friedkin occupati un bel po’ oltreoceano. (…).
Il Friedkin abituato a isolarsi e a sfuggire ai vernissage pubblici, dal punto di vista narrativo più simile al Pontefice americano descritto da Sorrentino in “The Young Pope” che al tipico eccentrico patron a stelle e strisce, forse ha davvero cominciato ad aprirsi al mondo grazie alla fiducia che la Roma gli trasmette. L’8 ottobre di un anno fa disse «non potremo essere più felici di così», ieri ha ripreso a stringere mani, a intrattenere conversazioni e a commentare le vicende di Trigoria col sorriso sulla faccia. La notizia di Pietralata, ancora di più dei risultati del campo, segna una svolta definitiva nel suo percorso imprenditoriale a pochi mesi dal centenario. (…).
FONTE: Il Corriere dello Sport – G. Marota











