Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato. Dopo il via libera definitivo della Conferenza dei Servizi arrivato lunedì, il quadrante di Pietralata si prepara a ospitare il nuovo stadio di proprietà della AS Roma. Con la posa della prima pietra pianificata per marzo 2027 e un investimento monstre superiore a 1 miliardo di euro da parte della famiglia Friedkin, (…).
Non sarà un semplice impianto sportivo, ma un vero e proprio acceleratore di ricavi, un punto di svolta urbanistico e finanziario destinato a assottigliare il gap che separa storicamente le squadre italiane dai top club europei. Secondo le stime del PFTE, i ricavi totali legati al nuovo stadio giallorosso potrebbero toccare quota 153 milioni di euro già nel 2031. Ma cosa dicono i dati internazionali sull’impatto di un impianto di proprietà?
Le stime del PFTE indicano un balzo del 245% dei ricavi da ticketing rispetto ai 44,4 milioni storicamente incassati all’Olimpico. Senza i costi di affitto e con il controllo totale dei flussi, il fatturato complessivo crescerà di circa il 60%. Guardando ai top club europei e alla Serie A, il divario è netto: le squadre che giocano in impianti propri (…) registrano entrate da stadio e matchday enormemente superiori rispetto a chi vive in affitto in stadi comunali. Per la Roma, che storicamente si aggira attorno ai 45-50 milioni annui di ricavi da stadio, il salto a Pietralata significherà raddoppiare o triplicare gli introiti fissi. Strutture moderne permettono di sfruttare l’impianto 365 giorni l’anno grazie ad aree commercial, hospitality di lusso, eventi e museo, sganciando così il club giallorosso dalla sola dipendenza dei vitali numeri derivanti dai diritti TV.
Un capitolo fondamentale dell’impatto economico del futuro impianto riguarderà la cessione dei diritti di denominazione dell’impianto, i cosiddetti “naming rights”. Se in Italia club di provincia o medio-piccoli incassano cifre comprese tra i 250 mila euro (…) 700mila euro e 1,2 milione di euro annui (…), per una big internazionale, proprieteria di uno stadio avveniristico, le cifre cambiano radicalmente.
Basti pensare a accordi storici come quello dell’Allianz Stadium di Torino (…) alle partnership milionarie dei top club europei (…). Per la Roma, l’operazione di naming rights a Pietralata rappresenterà una voce commerciale multimilionaria, capace di attrarre sponsor globali di primissima fascia.
Infine, non per importanza, c’è il fattore campo. Sebbene l’impatto economico sia il driver principale, la vicinanza del pubblico, l’acustica studiata per amplificare il sostegno e il sold-out costante garantito da un impianto moderno (…) aumentano sensibilmente la pressione sugli avversari. Secondo le statistiche, gli stadi di proprietà garantiscono storicamente un rendimento interno superiore di circa 0,2-0,4 punti a partita, grazie a un clima di simbiosi totale tra squadra e tifoseria. Un esempio? Da quando gioca all’Allianz Stadium, la Juventus viaggia a 2,3 – 2,4 punti a partita. I bianconeri hanno vinto circa il 76-78% delle partite disputate tra le mura amiche. (…).
FONTE: Il Romanista – A. Di Carlo











