
LE BARRIERE – E pensare che per gli ultrà della Roma, il derby di Coppa di martedì 4 aprile, segnava il nuovo “debutto” sugli spalti dopo un anno e mezzo di “sciopero della Curva” dovuto alla protesta contro le barriere volute dal Viminale nel 2015. Hanno “festeggiato” inscenando un corteo non autorizzato dal Ponte della Musica fino ai cancelli, accendendo fumogeni ed esplodendo petardi finendo per creare il panico tra gli automobilisti e gli scooteristi rimasti bloccati nell’ingorgo. Una “sfilata” con cori e bandiere per cui nessuno aveva ritenuto di dovere chiedere un permesso nonostante le raccomandazioni della Questura, chiamata ancora una volta a un notevole sforzo per evitare scontri e tafferugli che in passato avevano portato alla tolleranza zero.
LE TELECAMERE – Tutte immagini, sugli spalti e fuori, che bene non fanno al calcio e allo sport e che gli occhi delle telecamere in mano agli agenti della Digos e montate sugli impianti di videosorveglianza, hanno puntualmente ripreso. Le sequenze al vaglio della Polizia scientifica hanno contribuito, attraverso la comparazione biometrica, all’identificazione dei sessanta tifosi accusati a vario titolo di corteo non autorizzato, blocco della circolazione e uso di materiale esplodente. Il corteo ha creato problemi al traffico: nel caos sono rimasti bloccati gli autobus sul lungotevere e i motorini hanno faticato a farsi largo per la scarsa visibilità dovuta ai fumogeni. Il trentacinquenne, inoltre, è stato sanzionato con 127 euro per l’occupazione dei posti destinati alle emergenze.










