Donyell Malen ha cominciato la stagione 2026/27 come aveva finito la 2025/26, e questa è la notizia. Sette gol nelle ultime sette partite dello scorso campionato, sei nelle prime cinque in quello appena iniziato. Un rendimento alieno, da videogioco, che a questo punto è impossibile considerare un’eccezione, un momento. L’attaccante olandese ha vinto così il premio AIC per il calciatore di settembre, e non sarebbe potuto essere altrimenti. La sua onnipotenza si può misurare anche attraverso i nomi e i momenti di forma degli altri candidati. Lautaro Martinez, Davide Frattesi, Giorgi Kvernadze.
Malen l’ha messo subito in chiaro, con una tripletta alla Fiorentina che è stata una specie di manifesto programmatico. Un tiro ai limiti dell’area piccola dopo un dribbling in un fazzoletto, facendosi passare il pallone con il tacco dietro al piede d’appoggio; una bomba di sinistro sotto la traversa, a piegare le mani del portiere; un tap-in a porta vuota su assist d’esterno di Dybala. Poi è arrivata la doppietta al Lecce, in un primo tempo che si è abbattuto sulla squadra di Di Francesco come un tifone tropicale. E infine il gol al Torino, colpendo il pallone mentre scivolava a terra, (…).
In questo primo scorcio di campionato Malen ha continuato a restituire quella sensazione che danno i grandi momenti di forma – l’impressione che ogni pallone sia quello decisivo, l’attesa generata ad ogni singolo possesso. L’attaccante olandese sta cibando l’idea che questa sensazione possa durare per sempre con un talento che per certi versi rimane un mistero. Un attaccante che non è il più veloce del nostro campionato o quello con il tiro migliore, o il più potente in corsa, ma di certo quello che è sempre un passo avanti rispetto ai difensori avversari, o perché sui primi passi fa sempre le scintille o perché sa meglio di loro dove e quando nascondersi, nelle zone buie del loro campo visivo. Non c’è un giocatore in Serie A così in grado di essere nascosto in piena vista come Donyell Malen. (…).
FONTE: assocalciatorri.it











