L’allenatore della Roma, Gian Piero Gasperini, al termine della partita contro il Como, ha rilasciato alcune dichiarazioni al riguardo:
DAZN Dybala? “Credo che Dybala sia stato straordinario. Ha ripulito situazioni in inferiorità numerica, come i suoi compagni ha fatto una partita di grande spessore. Non ricordo palloni persi, anche mi sembra di nuovo forte nello spunto. Peccato quando poteva fare gol, ma è stata una prestazione straordinaria.”
Le è balenata l’idea di mettere Castro ma l’ha convinta Dybala? “Mi ha convinto Dybala strada facendo, catalizzava diversi palloni, ci dava respiro e la possibilità di uscire. In alcuni casi potevano nascere anche situazioni di pericolo. È stato continuo ed era quello più penalizzato perché doveva ballare tra i due centrali del Como, ma l’ha fatto da giocatore vero che conosce il calcio”.
Dopo l’espulsione non avete rischiato quasi nulla. Si porta via anche questo? “Nel primo tempo abbiamo avuto ottime occasioni di fare gol, anche il Como le ha avuto ma credo che abbiamo dato più l’impressione noi di poter andare in vantaggio. Poi è chiaro che se su 90 minuti ne giochi oltre 30 in inferiorità numerica, contro una squadra forte come il Como, il rammarico grosso è questo. Nono so come sarebbe finita la partita, ma eravamo fiduciosi di avere ottime chance. Così siamo stati costretti a difenderci e l’abbiamo fatto con grande lucidità e ordine. Quando giochi 30 minuti in dieci e esci con un pareggio va bene lo stesso”.
Quanta fiducia le dà questa mezz’ora finale? Cosa ne pensa della partita di Gollini?
«Sì, sicuramente, perché è stato indubbiamente bravo anche nel gioco di rilancio, sia con i piedi sia con le mani, soprattutto nel primo tempo. È chiaro che anche la squadra lo ha messo nelle condizioni di giocare in questo modo. È stato comunque attento e preciso. La squadra lo ha messo nella condizione di non dover compiere grandi interventi, però lui è un portiere che saprà sostituire molto bene Svilar».
Mister, adesso c’è una sfida più che affascinante, quella contro il Real Madrid, con due allenatori che stanno facendo sognare: oggi lei a Roma e in passato José Mourinho. Come vede questo testa a testa? Ovviamente, prima di tutto, tra le due squadre, ma anche tra due grandi personalità in panchina, che danno carattere alle proprie squadre e le plasmano a propria immagine… “È chiaro che, se guardo il Real Madrid, vedo una squadra di campioni incredibili, sia in campo sia in panchina. Affrontiamo una delle squadre più forti in assoluto in Europa, che quest’anno ha fatto anche un mercato straordinario. José ha lasciato nella gente un ricordo e un amore straordinari verso questo allenatore. Adesso, però, la nostra è una squadra di un altro tipo, molto diversa da quella che giocava con Mourinho, anche se non sono passati tantissimi anni. È una squadra che mi sta dando grandi soddisfazioni, perché anche oggi bisognava veramente avere un grande morale, una grande condizione e anche un cuore molto grande per giocare in questo modo a Como”.
Visto che avete dovuto chiudere questa partita in dieci, le chiedo dell’espulsione di Malen. Qui non c’erano molti dubbi sulla decisione di Fabbri. Qual è la sua opinione? “Non lo so. C’è un fallo ripetuto su Malen. Ora, dire che Malen faccia del gioco violento è veramente difficile da sostenere. Ha avuto uno slancio, dopo essere stato trattenuto, e ha cercato indubbiamente di intervenire, toccando anche la palla. Però, effettivamente, quello che è brutto è il salto. Non c’è nessuna intenzionalità da parte di Malen, non è assolutamente nelle sue corde. Sicuramente è stato un episodio che ha imbruttito la partita. Era una partita bellissima e così è diventata un po’ meno bella. Ho capito che, fermando il fotogramma in quel modo, è molto facile giudicare, ma il calcio non è fatto di fotogrammi. Il calcio è fatto di azioni, perché in questo modo si può giustificare tutto. Lì non c’è nessuna volontà e nessuna determinazione a fare male da parte di Malen. Quindi è importante il concetto. È ora di smetterla con i fotogrammi, perché falsificano veramente la realtà. Purtroppo abbiamo subito questa cosa per anni. Adesso, finalmente, da quest’anno si riesce a vedere un calcio più vero. Per favore, non torniamo indietro con questi fotogrammi assurdi”.
CONFERENZA STAMPA È la prima volta che la vediamo esultare per un pareggio… “Ho esultato per il pareggio ma per lo spirito della squadra. Non era facile. L’anno scorso in 10 abbiamo perso qui. Quest’anno c’è stata un’altra sensazione”.
Le tre settimane di sosta sono state un motivo per cui non avete trovato le stesse linee di passaggio… “Penso sia stata una partita equilibrata in cui per entrambe le squadre era difficile trovare lo spazio”
Il rosso a Malen? “Se fermi il fotogramma è evidente, ma torniamo indietro a quello che è stato un danno per il calcio dei nostri anni. Sotto questo aspetto non era un contatto da espulsione, con il fotogramma fermo sì. Non bisogna guardare i fotogrammi. Sono molto contento per queste sei giornate, delle regole nuove che hanno cambiato il calcio, a cominciare dalle simulazioni e dalle perdite di tempo”.
Anche il Real Madrid ha subito un rosso ieri… “Erano in vantaggio. Il Real è una squadra ricca di campioni, di grandi talenti. Per noi è un appuntamento straordinario”.
Non sono stati 90 minuti intensi come nelle altre partite… “Chiaramente è stata una partita anche tattica. Loro utilizzavano molto il portiere per favorire movimenti e smarcamenti. Noi siamo stati bravi a bloccarli. Entrambe le squadre sono state molto attente. Loro cercavano di attirarci per creare delle situazioni e degli spazi. Ma ci siamo sempre presentati bene. Sono molto soddisfatto della prestazione”.
Sulla destra è stata una partita a scacchi. Fabregas ha spostato Diao sulla destra per tenere basso Wesley… “Wesley era il giocatore ideale da mettere dalla parte di Diao. Tra l’altro si è inserito con grande pericolosità nel primo tempo. Era comunque una scelta che dovevo fare”.
SKY Avete fatto una partita difensiva e l’avete fatta con lucidità, con attenzione, con una squadra che sicuramente è in fiducia… “L’anno scorso eravamo in dieci nella stessa situazione e abbiamo subito. Quest’anno abbiamo dato la sensazione di essere molto più solidi. Peccato, ci dispiace, perché è chiaro che 30 minuti in dieci non erano facili. Il resto della partita l’abbiamo fatto altrettanto bene”.
Com’è stata l’espulsione di Malen? Ci è sembrata un po’ borderline, al limite del regolamento. È d’accordo? “Se torniamo a fermare i fotogrammi, ci sta tutto. Ma noi non lo facciamo, anche perché per fortuna siamo usciti da quell’era, che è durata diversi anni e che ha stravolto veramente il gioco del calcio. Malen, così, a fotogramma fermo, deve uscire, ci sta, se torniamo indietro agli altri anni. Nel frattempo c’era un fallo su di lui, lui ha avuto uno slancio. Sicuramente non è un giocatore che si rende protagonista di situazioni di gioco violento, assolutamente. Credo sia importante tornare un po’ ai concetti”.
Il calcio ogni tanto racconta belle storie. Lei ci aveva raccontato in passato di qualche tensione con Gollini, oggi titolare dopo due anni e protagonista di una risposta di altissimo livello. Le persone sane nel calcio fanno questo… “Sì, ma Gollini era un ragazzo che stava facendo anche molto bene. Era arrivato anche a essere convocato come terzo portiere in Nazionale. Poi forse, come succede ai ragazzi, perdono un po’ la testa, acquistano un po’ di presunzione, non hanno più tanta voglia di imparare e di fare. Io ho preso altre strade e lui era stato un po’ polemico. L’ho ritrovato a Roma dopo diversi anni, ho visto che nel frattempo è maturato. È un buon portiere, questo lo sapevamo”.
FONTE: DAZN / Redazione Tutttoasroma dall’inviato R. Molinari / Sky











