Di normale nella carriera di José Mourinho c’è poco, eppure nel preparare la partita più emozionante degli ultimi anni il portoghese ha provato a rendere tutto meno «special». Non sarà una serata come tutte le altre per l’allenatore del Real Madrid che per la prima volta torna all’Olimpico da avversario contro la squadra che più di altre, a detta sua, ha saputo regalargli emozioni. «Per me non è normale prima della partita, ma nei 90 minuti sì. Mi devo dimenticare dove sono, contro chi gioco, per me sarà una partita in più». Un Mou emozionato quello che presenta la sfida Champions di stasera nella Capitale e che conosce bene il calore del pubblico romanista, pronto a tributargli l’omaggio che merita per tutto quello che ha lasciato nel cuore della gente. «Non abbiamo vinto la Champions, ma abbiamo vinto una coppa europea e giocato una seconda finale europea. Non nascondo che i romanisti sono speciali. Mi sono preparato: sto bene, sono solido, senza dubbi che nei 90 minuti darò il massimo. Magari prima o dopo mi toccherà il cuore. I romanisti vogliono vincere e anche io, nella gara l’amore si dimentica».
Ha dovuto preparare anche i suoi calciatori all’impatto emotivo con la spinta dei quasi 70 mila nel solito sold out che lui conosce bene. «Giochiamo contro una tifoseria motivata, i tifosi non vengono a vedere la partita ma per tifare. Dobbiamo giocare bene, perché avremo un avversario importante di fronte. Non c’è tanta pressione anche, non è a eliminazione diretta, però ce la mettiamo noi». Nel finale si lascia andare anche a qualche battute sulle due notti che lo aspettano a Roma, tra l’insonnia e l’adrenalina dopo i novanta minuti: «Stanotte forse non dormirò. Prima della partita ho dormito come un angelo, dopo la partita come sempre non dormirò, ma giovedì sarà un altro giorno».
Ai microfoni di sky sport il tecnico ha avuto anche l’occasione di tornare sull’addio ai giallorossi senza la possibilità di salutare il pubblico. «Che possiamo fare? La vita, è il calcio, questa è un’opportunità per risentire l’amore della gente. Cercherò di controllarmi, ma magari non ci riesco». Oltre all’amore c’è anche la stima tecnica per la squadra di Gasperini, che dal sorteggio in poi ha seguito, ovviamente, con grande interesse. «Non lo devo dire io, ma senza dubbio Roma e Inter sono le più forti del campionato». L’Olimpico intanto prepara il saluto più «special» possibile, in una notte di grande calcio, sì, ma soprattutto di sentimenti forti.
FONTE: Il Tempo – L. Pes











