La voglia di parlare oggi, a meno di 48 ore dalla beffa di mercoledì, sapendo di doverlo fare nel post-gara e martedì prima dello Bratislava, dice tutto. O almeno evidenza la voglia di Gasperini di ripartite, di non far affievolire l’entusiasmo che sinora ha spinto la sua squadra.
Se Gasp avverte l’esigenza di parlare è perché probabilmente ha rivissuto nelle ultime ore il post di Roma-Juventus dello scorso anno quando i giallorossi erano avanti 3-1 e si fecero rimontare clamorosamente. All’epoca il famigerato ambiente (tifosi e media) incline spesso a guardare il bicchiere mezzo pieno, s’era lasciato andare al fatalismo. Animo, lo ripeterà oggi in conferenza, da fine conoscitore della realtà dove ormai vive da un anno. E allora serve una scossa dialettica perché non s’è perso nulla se non una partita che la Roma, fino all’82’, aveva strameritato di vincere. Animo quindi, perché analizzare gli otto minuti dove sono stati commessi errori dai singoli (Gollini, Balerdi, Molina) sarà inevitabile.
C’è stato tanto di positivo e questo non va disperso. Poi è chiaro, gli infortuni a catena non possono non preoccupare in vista della partita di domani contro il Genoa che acquisisce di colpo una rilevanza che va al di là del ritorno di De Rossi. Gasp avrà a disposizione solo 17 giocatori di movimento, uno in più degli undici che scendono in campo e delle cinque sostituzioni.
FONTE: Il Messaggero











