Il primo (…) gol di Malen sotto gli occhi di Gasperini è stato contro la Roma. Il 6 agosto 2025, a Walsall, in amichevole, l’olandese entrò con l’Aston Villa al posto di Watkins e segnò il defi nitivo 4-0 per i Villans. Per i giallorossi fu una brutta serata d’estate, per il tecnico di Grugliasco un’occasione per osservare da vicino un attaccante che lo intrigava e che in Inghilterra non riusciva a trovare lo spazio, ma soprattutto il ruolo desiderato. Cinque mesi dopo lo avrebbe messo al centro della sua Roma. Oggi, alla vigilia della trasferta di Napoli, Malen conta ventiquattro gol in ventinove presenze in giallorosso: 0,83 a partita. Eppure in Serie A non segna da cinque settimane, dal 14 settembre contro il Torino. Torna dopo la squalifica scontata contro il Genoa e riparte dal Maradona, (…) . Dal suo arrivo alla Roma, il 16 gennaio, quelle ventiquattro reti in tutte le competizioni sono tante quante quelle segnate da Mbappé, Haaland, Raphinha e Yamal.
Fra i giocatori dei cinque maggiori campionati europei soltanto Kane, a quota 39, ha fatto meglio. Il Napoli è stata la sua prima vittima illustre. Il 15 febbraio, al Maradona, Malen segnò dopo sette minuti, su assist di Zaragoza, e nella ripresa batté Milinkovic-Savic su rigore. La Roma andò avanti due volte e venne ripresa prima da Spinazzola e poi da Alisson Santos. Finì 2-2, con il rimpianto di aver lasciato per strada due punti e la conferma d’aver trovato il centravanti. Malen aveva già la naturalezza di chi gioca da tempo con gli stessi compagni. La differenza la fanno i tempi: controlla, sposta il pallone e calcia prima che il difensore riesca a sistemarsi. Il primo tocco prepara già la conclusione, rapida e potente. Gasp lo ha voluto centravanti per questo e per la qualità degli smarcamenti: (…) .
Già allora Gasperini aveva capito di potergli chiedere i movimenti e i gol che fino a gennaio erano mancati. (…). Balotelli, passato dal Manchester City al Milan, aveva chiuso quel campionato con dodici reti. Malen lo superò il 10 maggio, con la doppietta al Parma, e terminò la Serie A a quattordici: nessun giocatore acquistato all’estero a gennaio aveva segnato tanto nella seconda parte della stagione. Un record costruito in pochi mesi, mentre la Roma, trascinata da Bobby, si prendeva la qualificazione alla Champions dopo sette anni di assenza. La possibilità di prenderlo nacque da un’esigenza del giocatore. A Birmingham c’era Watkins e Malen non voleva più aspettare, né accontentarsi di un impiego lontano dalla porta.
Gasperini gli offriva la posizione che cercava: lo vedeva centravanti e lì avrebbe giocato. E pensare che i giallorossi, per averlo, avevano impegnato inizialmente appena due milioni. L’Aston Villa accettò il prestito oneroso con diritto di riscatto fissato a venticinque milioni, destinato a diventare obbligo al verificarsi di due condizioni: la qualificazione alla Champions o all’Europa League e almeno il 50% delle presenze. Entrambe soddisfatte, acquisto completato. Ventisette milioni complessivi, più il 10% di un’eventuale futura plusvalenza da riconoscere agli inglesi. Assicurarsi a quelle condizioni un attaccante dal rendimento simile si è rivelato uno dei migliori affari del mercato internazionale. A febbraio il Maradona scoprì un nuovo arrivato capace di segnare una doppietta. (…) .
FONTE: TuttoSport – S. Gentili











