C’è un problema a monte, che impedisce alla Roma di lanciarsi con lo stesso ritmo su tutti i suoi obiettivi, in primis il campionato e poi la Champions. Ma come si può se si fanno male così tanti calciatori, e tutti insieme poi, di una rosa già con un numero di calciatori contato e/o non sufficiente per portare avanti i due binari della stagione? Si può finché le forze ti danno una mano, diventa sempre più difficile. Gasperini in questa stagione ha dovuto far fronte a una serie di mancanze non proprio da sottovalutare. E tutte insieme, poi. Non è facile giocare senza una serie di calciatori decisivi, e titolari: non è semplice regalare agli avversari un portiere come Svilar, che si è fermato prima di Como e lo rivedremo dopo la sosta. Non è semplice se nello stesso periodo vengono a mancare Koné e Dybala. Più facile sopperire a qualche assenza in difesa, un reparto costruito con la testa e con le idee: ci sono calciatori giovani e in crescita ed esperti. Certo, Svilar manca ma là dietro il tecnico ha un gruppo di calciatori affidabili.
Ben diverso è il ragionamento se ci spostiamo sul centrocampo dove si ferma uno come Koné. Significa che devi forzare il rientro di Cristante e che devi insistere su de Roon, anni 35, arrivato come alternativa di lusso e lo troviamo come titolare fisso da otto gare di fila. C’è solo Pisilli come terzo. L’alternativa sarebbe alzare un difensore, ma siamo, appunto, all’emergenza e non all’ordinario. Le soluzioni sono efficaci ma dipende dallo stato di forma dei presenti: se de Roon comincia a pagare pegno, è un problema. In attacco c’è la situazione più critica. Come noto, manca un esterno con caratteristiche ben precise e che, a detta dello stesso ds D’Amico, è il buco che andrebbe tappato a gennaio. Serve un altro che possa sostituire Dybala (o Soulé) in attacco, insomma, Gasp là davanti ne vorrebbe altri due per stare tranquillo, da far ruotare con quelli che ha. A Manchester, esce Mora ed entra Pisilli, se avesse avuto un altro trequartista magari avrebbe fatto un’altra scelta. Sulle fasce la situazione è più gestibile, al di là dei due infortuni capitati a Rensch e Wesley.
Forse, le rimonte, i gol subiti, i cali di energia fisica e mentale, dipendono anche da questo? Forse sì. Anzi, senza il forse.
FONTE: Il Messaggero











