Il giocatore della Roma, Rodrigo Mora, al termine della partita contro il Sassuolo, ha rilasciato alcune dichiarazioni al riguardo:
SKY Rivediamo insieme il tuo gol, il terzo consecutivo. Come lo commenti? “Un ottimo passaggio di Malen, poi ho provato a tentare la fortuna e anche oggi sono stato felice di segnare un altro gol importante. La Roma continua a spingere con un altro ritmo”.
Ti aspettavi che la Roma potesse essere subito così forte? “Sì. Quando sono arrivato qui pensavo che fossimo forti. Ogni volta in allenamento dicevo che siamo un’ottima squadra e lo stiamo dimostrando anche in partita. Dobbiamo continuare così. Stiamo attraversando un ottimo momento e dobbiamo mantenere questo slancio”.
All’inizio della stagione non giocavi quanto avresti voluto. Che cosa è cambiato nelle ultime settimane? “Sì, è quello che dico a tutti. Il calcio è pazzo, perché un giorno non giochi e un altro giorno giochi, ma penso che tutti debbano essere pronti. Io ero pronto e adesso sono al mio terzo gol consecutivo, quindi è importante farsi trovare sempre pronti e sono molto felice per questo momento”.
Quanto sei felice per la convocazione nella Nazionale portoghese? Com’è giocare in una squadra in cui non c’è più Cristiano Ronaldo? “È un momento di grande orgoglio per me e per la mia famiglia. È sempre un piacere giocare per il Portogallo. Cristiano non c’è, ma è l’idolo di tutti in Portogallo. Tutti lo amano. È il mio idolo e imparo molto quando vado in Nazionale. Il Portogallo è una nazionale molto forte e sono molto felice di farne parte”.
DAZN Cosa ti stanno dando questa Roma e Gasperini? Hai segnato per la prima volta per tre partite consecutive… “Penso che il calcio sia fatto di momenti e ora sto vivendo un ottimo momento. Credo che forse un mese fa le cose non andassero così bene, ma il calcio è questo. A volte giochi, a volte non giochi. Dobbiamo essere sempre pronti. Quando non gioco io, ci sono Soulé, Pisilli e Cristante. La cosa più importante è che tutti aiutino la squadra a conquistare la vittoria”.
La connessione con gli altri due attaccanti, in particolare con Soulé e Malen, sembra migliorare di partita in partita. Quali sono le loro caratteristiche che ti mettono nelle condizioni migliori per esprimerti? “Penso che, dopo ogni partita giocata insieme, si impari a conoscere sempre meglio i compagni. Conosco meglio Matias, che viene maggiormente incontro per partecipare al gioco, e Malen, che vuole ricevere il pallone sui piedi e dribblare. Credo quindi che, dopo ogni partita, riesca a capire sempre meglio come giocare con loro. Ora, naturalmente, le cose stanno andando bene, come si è visto anche nella partita di Manchester, con l’intesa tra me e Matias. Sono molto contento di giocare con questi ragazzi. Sono giocatori molto forti e dobbiamo continuare così»”
Hai ricevuto la convocazione nella nazionale del Portogallo, ma sarà anche la prima volta senza Cristiano Ronaldo. Cosa significa per un ragazzo portoghese il suo ritiro dalla nazionale? “Per quanto riguarda la mia convocazione con il Portogallo, sono molto felice. È un momento di grande orgoglio per me e per la mia famiglia. Per quanto riguarda Cristiano, sono stato molto fortunato ad aver giocato con lui e ad aver condiviso lo spogliatoio con lui. È l’idolo di tutti e ora si ritira dalla nazionale, ma il Portogallo gli è molto grato per tutto quello che ha fatto per noi. Adesso continueremo a dare tutto quello che abbiamo”.
Vorresti indossare la maglia numero 7 di Cristiano Ronaldo? “Non ci penso. Sarebbe troppo. Il numero 86 va bene”.
CONFERENZA STAMPA Hai una media in campionato di un gol ogni cento minuti, cosa che invece in Portogallo non ti era accaduta. Cosa è scattato in te? Cosa è cambiato, visto che stai diventando quasi un bomber? “Credo che già nella mia prima stagione al Porto fossi un giocatore che segnava molti gol. È qualcosa a cui sono abituato e che mi piace molto. Penso che il calcio abbia molto a che fare con la fiducia: quando segni un gol, acquisisci maggiore sicurezza per realizzarne un altro e tutto diventa più facile. Adesso ho segnato per tre partite consecutive e questo mi dà ancora più fiducia per continuare a segnare”.
Stai lavorando tanto e si vede anche nella fase difensiva, facendo quello che ti chiede il mister. Come ti stai abituando a questo tipo di lavoro? Come ti stai trovando? E quanto ha contribuito questo lavoro alla convocazione con il Portogallo? “Credo che ormai tutti sappiano quanto il mister sia esigente sotto ogni aspetto. Anche nella fase difensiva sto migliorando giorno dopo giorno e penso che questo sia stato un elemento importante per arrivare alla convocazione nella nazionale maggiore del Portogallo. Sono molto contento, è un momento di grande orgoglio per me. Ho lavorato tanto per raggiungere questo obiettivo ed è una grande soddisfazione anche per la mia famiglia”.
Come va l’intesa con Matías Soulé sulla trequarti, visto che tu sei destro e Matías è mancino? E soprattutto, con te, Soulé e Paulo Dybala, la Roma ha il reparto dei trequartisti più forte dell’intera Serie A? “È molto bello giocare al fianco di Matías, perché con lui tutto diventa più facile. È un giocatore che conosco già e, anche dal punto di vista umano, è una persona che mi ha aiutato molto. Per quanto riguarda Paulo, credo che non ci sia bisogno di spendere parole o aggettivi per descriverlo. Penso che formiamo un trio molto forte e dobbiamo continuare così. Sono davvero grato di poter lavorare con entrambi e imparare ogni giorno da loro”.
Da fuori date l’idea di essere una squadra che si diverte tanto giocando a calcio. Ti sei mai divertito così tanto nel corso della tua carriera? “Credo che in questo momento tutta la squadra si stia divertendo. Stiamo attraversando un periodo molto positivo. Anche nella mia carriera ho vissuto bei momenti e altri più difficili, ma il calcio è fatto così, ci sono alti e bassi. La cosa importante è che adesso ci stiamo divertendo tutti, continuando a svolgere il lavoro che ci chiede il mister. Credo che questo sia l’aspetto più importante”.
Sei giovanissimo, ma hai già alle spalle tanta esperienza, anche a livello europeo e con le nazionali. Guardando indietro, cosa vorresti dire al Rodrigo Mora del passato? “Non è una domanda facile. Questo è il mio terzo anno da calciatore professionista e credo che, a 17 anni, non avrei mai immaginato di vivere quello che ho vissuto al Porto e di arrivare così presto in prima squadra. Sinceramente, a quel ragazzo direi che era sulla strada giusta e che ha fatto un buon lavoro. Quel ragazzo mi ha aiutato a diventare l’uomo che sono oggi. Sono molto felice e grato per tutti i momenti che ho vissuto a 17 e 18 anni con il Porto”.
FONTE: Sky / DAZN / Redazione Tuttoasroma











