
CANDIDATURA CONDIVISA – A Parigi la proprietà del club prepara grandi cambiamenti, che potrebbero non coinvolgere solo l’allenatore. I risultati finora non sono stati all’altezza delle attese e degli investimenti fatti. A fine stagione potrebbe esserci un gran ribaltone. Sulla panchina del Paris Saint Germain potrebbe finire Roberto Mancini, che ha avuto gli stessi segnali di Monchi sul cambio dell’allenatore. Emery è senza ombra di dubbio la prima scelta della Roma, il nome che metterebbe tutti d’accordo tra i dirigenti giallorossi. Perché oltre a Monchi e Baldini, il nome del tecnico dovrà essere condiviso anche dall’anima “romana” della società, formata da Baldissoni e Gandini. La strategia della Roma è chiara: ottenuto l’accordo con Emery, in assoluto la priorità (lo spagnolo era stato cercato dalla società giallorossa già negli anni passati, è stato in ballottaggio con Garcia tre stagioni fa), ma senza avere ancora l’assoluta certezza di averlo sulla panchina, i dirigenti giallorossi hanno sondato altri allenatori, chiedendo la loro disponibilità ad aspettare. Tra i “sondati” anche Sarri, che comunque non si libera dal Napoli, Gasperini, che ha detto chiaramente di non essere disposto a fare la seconda o terza scelta. Il nome di Mancini non mette tutti d’accordo, Montella resterà al Milan. E poi c’è Di Francesco, che ha fatto quasi tutto con la Fiorentina, ma aspetta di vedere cosa succede alla Roma. Un sondaggio è stato fatto anche con Blanc.
MONCHI A ROMA – Lo spagnolo arriverà nella Capitale la prossima settimana. Deve sistemare alcune situazioni amministrative in Spagna, prima di aprire una nuova pagina professionale. Il direttore sportivo ha idee ed entusiasmo, è convinto di poter fare un grande lavoro a Roma, meglio ancora se con un allenatore che conosce bene come Emery. Monchi è curioso di conoscere l’atmosfera del derby capitolino, vuole calarsi nella nuova realtà, deve sentire suo l’ambiente dove lavora. E sa che quello della Roma è molto passionale.










