
Il capitano, dopo le polemiche successive al suo mancato ingresso domenica scorsa a Milano e allo sfogo di Luciano Spalletti, continua a rimanere in silenzio. «Il mio destino lo saprete a fine stagione», aveva detto qualche sera fa Totti fa assistendo ad una partita di basket, ma il suo futuro sembra segnato. Le parole del presidente James Pallotta da Boston lunedì mattina («Spalletti ha fatto i cambi giusti, bisogna pensare alla squadra e agli obiettivi da raggiungere, ha detto») sono la conferma che Francesco non sarà più un calciatore della Roma, ma visti gli attuali rapporti con la proprietà è lecito domandarsi che fine farà il contratto da dirigente (già firmato) della durata di sei anni. Non è detto, insomma, che il desiderio di Monchi («Spero che mi stia vicino e mi spieghi la Roma») possa essere soddisfatto. Il gelo con il tecnico, poi, prosegue, e i due vivranno queste ultime settimane romaniste da separati in casa.
Spalletti potrebbe finire all’Inter, ma non è comunque una prima scelta visto che la dirigenza nerazzurra preferirebbe Conte o Simeone, oppure rimanere fermo in attesa di un’offerta soddisfacente. Per il suo posto sulla panchina giallorossa in pole resta Unai Emery, sempre più distante dal Psg, mentre riprendono quota le azioni di Vincenzo Montella. A Milano sono convinti che sulla panchina rossonera potrebbe finire Roberto Mancini, in quel caso l’«Aeroplanino» sarebbe libero di ritornare in giallorosso. Fantamercato, per il momento, come le presunte offerte dall’Inghilterra per Rudiger (valutato 40 milioni di euro) e Nainggolan. Ieri il Ninja si è fatto intervistare su Roma Tv da uno spigliatissimo Szczesny. Tra una risposta sulla cresta e una sui tatuaggi, il centrocampista ha ribadito il suo amore per i colori giallorossi. «Rimanere alla Roma è stata una scelta di vita, mi piacerebbe starci altri cinque anni».










