
RECORD DI MAGLIE – Solo con la partita di addio del 28 maggio Totti si ripagherà abbondantemente l’ultimo contratto da calciatore. Il capitano continua a essere un’impresa che produce utili. Il suo brand è ancora fortissimo, non conosce il tramonto. La Roma vende circa ottantamila magliette l’anno e cinquantamila hanno il suo nome e il suo numero. Alla società va un quinto di questo business, circa ottocentomila euro annui. Anche per tutto il 2017 la maglia del capitano è in cima alle vendite. Totti ha ancora oggi un giro d’affari di sei milioni l’anno (questa cifra la guadagnava solo con il contratto da calciatore all’apice della carriera, nel 2004), compresi i ricchi contratti con Nike e Lottomatica e le apparizioni televisive. Tra Grande Fratello e Festival di Sanremo ha avuto riconoscimenti per mezzo milione. A tutto questo Totti ha sempre pensato poco, il suo pensiero è sempre stato quello di fare il calciatore. Pensiero che fatica a togliersi dalla mente.
GRANDE APPEAL – Anche se nell’ultima stagione Francesco ha avuto poco spazio per essere protagonista, resta un’icona anche dal punto di vista commerciale. Una recente indagine di Repucom e basata sul “celebrityDbi”, indice di notorietà e percezione, ha stabilito che Francesco Totti ha un livello di popolarità pari al 99%, secondo solo a Valentino Rossi fra gli sportivi italiani. Ed è in cima anche per indice di gradimento e fiducia ispirata nell’audience. L’ultimo grande successo commerciale di Totti è stata la produzione di scarpini celebrativi. La Nike ha lanciato “Tiempo Totti X Roma”, in edizione limitata per celebrare il venticinquesimo anno di carriera del capitano giallorosso. Prodotti in 2.500 paia, sono andati esauriti già nel primo giorno. La Roma avrebbe potuto sfruttare meglio questo grande appeal. Si era pensato per esempio di preparare magliette celebrative per ogni ultima grande sfida con i club più importanti. Successe per Baggio a Brescia, il suo ultimo anno fu irripetibile, con presenze che la squadra lombarda non ha più registrato da allora. Succede spesso negli Stati Uniti, dove ancora si ricordano gli addii di miti come Derek Jeter o di Kobe Bryant.










