
NON ANDRÀ VIA – A cena non c’era lo staff tecnico, neppure i dirigenti tra gli invitati. Presente solo la squadra, oltre al team manager Manolo Zubiria e all’amico di sempre, Vito Scala. Quasi tutti con le compagne, di sicuro gli animi più distesi rispetto a quelli di Trigoria. Lì dove Francesco ha vissuto per anni e mai provando disagio come in questi ultimi mesi. Disagio figlio di un momento emotivamente e psicologicamente assai complicato, in fondo i continui cambi di direzione sul futuro altra spiegazione non hanno. E altra spiegazione non avrebbe, in fondo, neppure la sorpresa con cui la Roma ha accolto ieri il messaggio al mondo di Totti. Non se l’aspettavano a Trigoria, quantomeno non in quei termini: sapevano semmai di un video che avrebbe dovuto accompagnare la domenica all’Olimpico, il post di ieri ha spiazzato tutti. Hai voglia a dire a Francesco «ritocchiamolo, smussiamo di qua o di là»: così era e così è uscito. Cosa accadrà da lunedì in poi è materia che neppure Totti conosce fino in fondo. C’è chi pensa che così facendo Francesco abbia messo alle strette il club. Non è così, non può essere così perché Pallotta – in arrivo domenica mattina – non cambierà idea sul futuro di Totti. A Trigoria la convinzione è che Francesco non abbia davvero intenzione – o forse sarebbe più giusto dire il coraggio – di mollare e andare a giocare da un’altra parte. Nonostante tutto, nonostante uno scenario che oggi sembra improbabile, in molti sono ancora convinti che da lunedì l’ipotesi più probabile è che Totti decida di accettare l’invito della dirigenza, lavorando al fianco del d.s. Monchi. E poi ci sono pure 6 anni di contratto da 600 mila euro netti che non sono un dettaglio. Che fine farebbero quegli anni da dirigente se Francesco andasse a giocare altrove? Davvero Pallotta avrebbe voglia di «sospendere» quell’accordo, senza cancellarlo?
RETROGUSTI – Complicato, come complicato è ora immaginare una festa serena, domenica. Se una sintesi fosse possibile, in questo mondo che è Roma, si potrebbe dire che le parole di Totti hanno aggiunto sale a un piatto che era già fin troppo condito. Il retrogusto ora sarà diverso. Nell’attesa, una parte della Sud così su facebook: «Inutile negare che qualche volta in questi 25 anni non abbiamo condiviso tuoi silenzi/dichiarazioni/atteggiamenti. Tu e soprattutto la società potevate fare qualcosa di più per non far usare il nome di Totti contro la Roma in quest’ultimo periodo. Qualche malinteso è il nulla in confronto ad aver indossato 25 anni la nostra maglia. Ci mancherai e forse qualcuno non se ne renderà conto subito».










