
Ma è giusto che i ricordi del bambino tifoso restino legati a quella tribuna in legno adornata con i colori della squadra, la casa del popolo di Testaccio, prima che tanti altri impianti ne raccogliessero l’eredità. Per me, allora giovanissimo, i ricordi sono strettamente legati a quell’impianto, forse già fuori moda, ma che avrebbe tramandato l’immagine della leggenda romanista. Questa data del 7 giugno resta una pietra miliare non soltanto per i colori romanisti, ma per tutto il calcio italiano, che nella Roma ha potuto identificare un pezzo di storia fondamentale, frutto di tante battaglie contro le potenze più prestigiose del nostro calcio.
Ci vorrebbe un intero volume per ricordare il cammino percorso dalla Roma, a partire naturalmente dagli scudetti e dai trofei vinti, per rendere l’omaggio dovuto a tanti personaggi che questa storia hanno scritto e che resteranno nel cuore dei tifosi. Soprattutto di quelli meno giovani, che hanno avuto la fortuna di vivere da vicino i primi passi di una società così ricca di gloria e di interpreti straordinari. Tutto è relativo, dunque, perfino i novant’anni che la Roma festeggia, ma soltanto come inizio di una seconda giovinezza. Nel volgere uno sguardo a un passato che ha regalato, insieme tanti momenti difficili, anche storie di esaltazione, rivolgiamo un doveroso augurio di buon compleanno alla Roma, sempre più amata col passare del tempo. Gli anni sono quelli che ognuno si sente sulle spalle, e il romanista vero non li ha mai avvertiti come un peso fastidioso. Tanti auguri di cuore, Roma.










