
L’UOMO CHIAVE – L’ha decisa Xian Emmers, figlio d’arte – papà Marc vinse una Coppa Coppe con il Malines di Preud’homme nell’88 e a fine carriera giocò anche in Italia, a Perugia – professione centrocampista, classe ’99, arrivato due anni fa a Milano con un sogno nella valigia: diventare il nuovo Iniesta, il suo mito da sempre. Xian ha grandi qualità tecniche e ottimi tempi di inserimento, e ieri è stato la mossa a sorpresa di Vecchi. Non più interno di centrocampo nel 4-3-3, ma trequartista centrale dietro a Pinamonti nel nuovo 4-2-3-1. Ma la troppa gioia ha quasi rischiato di metterlo fuori causa. Emmers (al 3’ della ripresa) è stato caparbio nel vincere un rimpallo al limite e poi freddo nel battere Crisanto in uscita, ma dopo l’esultanza di gruppo, nel rientrare a centrocampo, ha avvertito dei giramenti di testa, che hanno spinto il medico dell’Inter a suggerire il cambio. Xian, però, ha atteso un attimo e passata la paura si è ripreso il suo posto sulla trequarti, pronto a inventare. Come una ventina di minuti dopo il gol, quando, con un cross rasoterra, ha messo Valietti solo davanti alla porta vuota ma in posizione defilata, e il terzino ha trovato solo l’esterno della porta.
AMAREZZA ROMA – Opaca invece è stata la prova di Marco Tumminello, tra i più attesi non solo per le straordinarie doti realizzative, ma anche perché proprio qui a Reggio Emilia nella semifinale scudetto dello scorso anno contro l’Inter, rischiò di compromettere seriamente il suo futuro alla Roma. A seguito di un’espulsione dalla panchina nei supplementari, Tumminello arrivò al faccia a faccia con l’arbitro, quasi colpendolo con una testata. Il giudice sportivo decise di fermarlo per sei giornate (e niente finale scudetto), la Roma di sospenderlo e di fargli saltare il ritiro con la prima squadra. Ma questa è storia vecchia, cancellata da una grande stagione che però si chiude senza un’altra finale scudetto. Dopo aver perso 5 delle ultime sette sfide, in finale va l’Inter, che trova così la vendetta perfetta.










