
E la battaglia è già aperta, da mesi ormai. A far le pulci al progetto di Tor di Valle, anche Giovanni Caudo, l’ex assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, in una lettera indirizzata al presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito, in cui esamina il progetto e lo attacca su più fronti: «la riduzione reale della cubatura sull’intero intervento è del 40% (Sul, da 354.000 mq a 212.000 mq) mentre la riduzione delle opere di interesse generale è del 60% (da 195 milioni di euro a 80,6 milioni di euro). Disparità che si traduce in un maggior profitto per il proponente (a seguito della minore incidenza del costo degli oneri per opere pubbliche per metro quadro di Sul) che si può stimare nell’ordine di oltre trenta milioni di euro». Un affare insomma, secondo i calcoli di Caudo, per il privato che andrà a costruire. Secca la replica dai pentastellati: «Il Pd ha gettato la maschera – ha sottolineato il capogruppo Paolo Ferrara – è evidente infatti che non vogliono lo Stadio. Da quando stiamo amministrando questa opposizione invece di essere costruttiva fa solo ostruzionismo». Ma dello stesso avviso sono anche gli esponenti di Fratelli d’Italia: «l’azzeramento di molte infrastrutture a servizio della collettività penalizza il progetto». Mentre Stefano Fassina di Sinistra x Roma chiede che «La Giunta Raggi si fermi».










