
Già questo dovrebbe essere una garanzia sulle qualità del calciatore, che Monchi seguiva dai tempi dell’Espanyol Barcellona, con cui ha giocato dal 2011 al 2015 prima di andare al Psv con cui due stagioni fa ha vinto il campionato (un altro lo aveva vinto nel 2009 sempre in Olanda ma con l’Az Alkmaar, dove lo aveva portato nel 2007 Louis van Gaal che lo prelevò dal Pumas). «Era un mio obiettivo da lungo tempo – le parole del dirigente romanista- e fortunatamente si sono create le circostanze giuste. Moreno ha molta esperienza internazionale e risponde al profilo che stavamo cercando». In patria è considerato il nuovo Rafa Marquez, un monumento del calcio messicano: è il capitano della nazionale, con cui ha collezionato 79 presenze e 2 Mondiali (2010 e 2014).
Moreno ha il vizio del gol: nelle ultime due stagioni ne ha realizzati 13, quasi tutti di testa a dispetto di una corporatura (è alto 184 centimetri) non proprio da gigante. Arriverà in ritardo rispetto ai compagni di squadra, perché parteciperà con il Messico alla Confederations Cup. È considerato un giocatore «cattivo» – ieri circolavano le immagini di quando, in una partita di Champions tra il Psv e il Manchester United, ruppe tibia e perone a Luke Shaw – ma in realtà è solamente un calciatore di grande personalità e temperamento. «Sono molto felice di essere qui – ha detto al sito ufficiale del club – e per la mia carriera questo è un passo avanti importante».










