
IL RUOLO DI MONCHI – La Roma lo ha fortemente voluto, primo fra tutti Monchi: «Il progetto della Roma parte innanzitutto dagli uomini. I dirigenti mi volevano a tutti i costi e questo mi ha colpito, come il desiderio di fare qualcosa di importante e di costruire una squadra che faccia divertire. La prima cosa che Monchi mi ha detto è di parlare di calcio, una cosa che mi ha aperto un po’ il cuore. Ritengo che sia un dirigente di grande competenza e per me questo sarà di notevole sostegno per la mia crescita personale». Poche ore prima del suo arrivo è stato annunciato l’acquisto di Moreno. Un difensore che conosce bene e del quale gli aveva parlato Monchi già da qualche giorno: «E’ un giocatore molto interessante e duttile, può giocare sia al centro che sulle fasce, ha una grande capacità di recupero, la Roma è una squadra che predilige attaccare e dovrà coprire molto campo, quindi ritengo che sia un giocatore dalle caratteristiche importanti».
IL SUO CALCIO – Non cambierà la sua filosofia, è venuto alla Roma per fare un calcio propositivo, il suo calcio: «Come sistema di gioco ho quasi sempre usato il 4-3-3, prediligo la difesa a 4, molto meno quella a tre, alla quale mi sono adattato per necessità. Ma ogni allenatore per crescere deve trasmettere la sua filosofia e per me la difesa a 4 è la base di questa Roma. Ho poche parole per i tifosi, che non sono nuovi, li conosco bene, in passato ho toccato con mano quanto siano importanti. Attorno alla mia squadra voglio molto entusiasmo e loro in questo sono stati fondamentali». Da Squinzi a Pallotta. Ci tiene a ringraziare il presidente americano: «Sono molto felice di essere tornato a Roma, ad allenare una squadra che ha sempre rappresentato molto per me. Ringrazio il presidente Pallotta e i dirigenti per questa opportunità. Metterò tutto il mio impegno per far sì che questa squadra ottenga i risultati che merita».










