
COPPIA – L’obiettivo, però, è anche convivere con Defrel, dopo Iturbe (bonus inclusi), l’attaccante per cui la Roma ha speso di più nell’era americana. «Ovviamente - dice Dzeko a Roma Radio - deciderà l’allenatore, ma penso che potremo giocare insieme. È bello avere una punta in più, lui mi piace, potrà darci una mano». L’ex Sassuolo, lo ha detto chiaro e tondo,si sente una prima punta, ma può giocare anche esterno o partire un po’ più dietro, Edin è un attaccante di manovra, volendo il modo per poter convivere c’è: «Anche perché questa Serie A sarà più bella rispetto al passato, ma anche più difficile».
VECCHIO E NUOVO – Alla vigilia della terza stagione da romanista, e alla vigilia della seconda paternità (tra un mese nascerà il suo secondo figlio, il primo maschio, e come la sorellina Una vedrà la luce a Roma), Dzeko ha pensato a mettere radici: la nuova casa acquistata a Casal Palocco, un atteggiamento molto più coinvolto nel gruppo (ieri è stato protagonista a Boston di foto e video con i bimbi) e anche una serenità che un anno fa di questi tempi era un miraggio. «Essere troppo sereni non va bene – racconta - perché si pensa che le cose siano facili. Ma adesso i compagni mi conoscono e sanno quello che posso dare e questo rende tutto più semplice».
NO A CINA E EMIRATI – Semplice è stato anche dire no alle ricche offerte che, fino a qualche settimana fa, gli sono arrivate da Cina ed Emirati. A 31 anni Dzeko non vuole andare in campionati esotici, un minimo dubbio gli sarebbe venuto con lo Zenit di Mancini, ma Edin è rimasto a Roma. Il perché, in fondo, lo ha detto lui stesso: «Voglio vincere. E quest’anno, con le altre che sisono rinforzate,sarà ancora più complicato».










