
KOSTAS IN STAND-BY – Ma che la Roma stia monitorando altri profili è vero. Mahrez rimane la priorità, anche dopo l’apparente pausa di riflessione pubblica. E lo rimarrà sino al 10 di agosto, vigilia della partenza della Premier League, proprio con Arsenal-Leicester. È inevitabile però che il ds debba prepararsi una via di fuga. Che al momento è rappresentata dai nomi di Berardi, Ziyech (soprattutto se l’Ajax non dovesse qualificarsi per la Champions e ultimasse l’acquisto di Richarlison dal Fluminense) e Suso, alle prese con un rinnovo contrattuale spinoso, stile Manolas. A proposito del greco, Monchi ha parlato anche di lui: «Ad oggi è un calciatore della Roma e credo che continuerà ad esserlo per molto tempo. A me risulta che lui sia contento di essere qui con noi. Un altro difensore? Ora la priorità è l’esterno alto, poi avremo tempo di valutare la rosa». Prende tempo. Ma scottato da quanto accaduto con Ruediger, stavolta rimarca l’arco temporale delle sue dichiarazioni («ad oggi»). Tuttavia la situazione è analoga. Manolas è un calciatore della Roma. Se arriveranno nuove offerte verranno vagliate. Soprattutto nel caso di Kostas, in scadenza nel 2019.
BOTTA E RISPOSTA – Lo spagnolo sorvola invece con molta diplomazia sulle frecciate di Sabatini, in realtà destinate a Pallotta che nell’intervento radiofonico a Sirius Xm («Avevo perso molta fiducia in lui dopo i primi due anni, che erano stati ottimi. Avremmo dovuto costruire su quelli e invece continuava a fare solo cambi») aveva scaricato l’ex ds: «Magari potessi avere la stessa traiettoria di carriera di Sabatini – le parole di Monchi – è una persona che ammiro». Presidente che nell’intervista non ha risparmiato né Garcia («Per una certa ragione decise di cambiare metodo e alcuni ragazzi non erano mai stati in forma peggiore») tantomeno Spalletti: «Io lo amavo ma la stampa lo ha fatto impazzire, voleva soltanto litigare con loro». Passerella finale su Totti («Ha bisogno di tempo per decidere cosa fare») e sull’ annosa querelle-stadio: «Non vogliamo vendere ma se non approveranno il progetto allora qualcun altro dovrà andare sino in fondo».










