
Parallelamente, attende fiducioso che Monchi si muova in maniera definitiva verso un attaccante esterno. E il ds spagnolo ha oggi in agenda un incontro importante con la dirigenza della Sampdoria per Schick, corteggiatissimo anche dall’Inter. Un incontro per trattare sulla base di una cifra totale intorno ai 30 – 35 milioni, al massimo, con la formula da definire, tra prestito oneroso (forse biennale) ed obbligo di riscatto. Sul giocatore, oltre all’Inter, sembrerebbe esser ripiombata anche la Juventus, che lo aveva scartato a inizio mercato per problematiche fisiche mai chiarite del tutto. E sembrerebbe essersi fatto avanti anche il Psg. Insomma non una questione semplice, con la Roma che, a pochi giorni dalla chiusura del mercato, non può permettersi di perdere più tempo.
Anche perché, in attesa del nuovo attaccante, creano apprensione le condizioni di Bruno Peres. “Lesione muscolo/fasciale di primo grado del pettineo di sinistra” recita il bollettino medico, che si traduce con uno stop di 15 giorni. Non ci sarà quindi sabato sera e rientrerà dopo la sosta. Senza l’unico esterno destro di ruolo (Karsdorp è ancora fuori dopo l’intervento al ginocchio), Di Francesco dovrà stravolgere la sua squadra già alla seconda di campionato, contro l’Inter, per mancanza di un cambio naturale. Potrebbe cambiare modulo, passando a una difesa a tre, oppure adattare un giocatore come terzino- atipico, per quello che sarà subito uno scontro diretto. Forse Nainggolan? Oppure spostare Kolarov a destra con Juan Jesus a sinistra. Chissà poi se avrà una minima chance Nura, aggregato alla prima squadra, ma non al meglio atleticamente.
Ci sarà El Shaarawy, entrato nel secondo tempo di Bergamo, dopo aver saltato tutta la preparazione per un problema alla schiena rimediato negli ultimi giorni di vacanza. E si giocherà un po sto da titolare con Perotti. “Abbiamo più mentalità della scorsa stagione – spiega a Roma Radio – anche per l’arrivo di uno come Kolarov, che ti trascina, come De Rossi, anche dal punto di vista verbale”.










